I tg deprimono, le pubblicità strappano un sorriso

By on marzo 6, 2012
Luca e Paolo Fiat

I tg, con le loro notizie quasi sempre cattive, e i reality, infarciti di risse e litigi, fanno finire sotto i tacchi il morale degli italiani. E’ quanto emerge da una recente indagine condotta dall’agenzia Polo Psicodinamiche di Prato su un campione di 430 italiani tele-dipendenti, di età tra i 22 e i 74 anni, rappresentativo del Nord, del Centro e del Sud. Il 31 per cento degli intervistati, dinanzi alle notizie di borsa che scende, spread che sale, tasse a gogò, malasanità, morti bianche e via dicendo, si sente soffocare dallo stress. E lo stesso vale – secondo il 42 per cento – quando i reality diventano ricettacolo di individui irascibili e polemici. Il 16 per cento mal tollera anche quei programmi di infortainment in cui si urla e si lascia spazio all’aggressività: provocano ansia.

L’11 per cento risente psicologicamente delle discussioni che s’accendono nei contenitori sportivi e il 5 per cento si deprime davanti alle fiction che raccontano storie tristi. Ma, in questo scenario poco confortante, esiste un validissimo paliativo: gli spot pubblicitari. Alcuni, almeno. Il 29 per cento degli intervistati si solleva quando i protagonisti sono dei comici affermati, che sanno sempre come strappare una risata; il 22 per cento trova che il merito vada alla musica positiva e rilassante; il 16 per cento plaude alla trasmissione di messaggi positivi e il 14 per cento all’utilizzo di immagini rassicuranti. Il 12 per cento, infine, trae positività da quegli spot facili da ricordare e da citare come fossero divertenti motivetti. Ma quali sono, con esattezza, le pubblicità con maggiore potere catartico?

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Al primo posto, con il 33 per cento delle preferenza, troviamo Luca e Paolo e i loro sketch per la Fiat; segue (26 per cento) la reclame del Superenalotto, con il motto “Lasciami sognare” e un brano conosciuto da tutti, sia pur rivisitato nel testo. Al terzo posto si piazzano (con il 22 per cento dei voti) gli spot della Tim interpretati da Neri Marcorè, al quarto (12 per cento) quello del Conto Arancio Zero Spese, in cui un tizio fa da manifesto pubblicitario in carne e ossa – attaccato su un autobus – e assicura: “La nostra miglior pubblicità sono i nostri clienti”. Il 5 per cento, invece, si rincuora grazie a la pubblicità del profumo di “The One” di Dolce & Gabbana, con una sensualissima Scarlett Johansson che si muove sulla colonna sonora della Dolce Vita di Federico Fellini.

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