La Chiesa pagherà l’Imu? I dubbi di Ballarò

By on marzo 7, 2012
inchiesta redazione Ballarò

L’esenzione dalla vecchia Ici degli immobili di proprietà della Chiesa, in tempi di crisi, trova ormai pochi sostenitori, ma non è chiaro se Mario Monti ed il suo esecutivo tecnico andranno a rimuovere questo “privilegio”. A Ballarò sono i servizi della redazione ad introdurre efficacemente i temi più scottanti: l’inviata Marzia Maglio, in giro per la Capitale, mostra alcuni dei locali ad uso commerciale sui quali il Vaticano attualmente paga e continuerà a pagare l’Imu. La Chiesa possiede in Italia circa il 30% del patrimonio immobiliare, una parte del quale è senz’altro estranea all’esercizio di attività di culto, ad esempio alberghi ed ostelli dislocati in tutto il territorio nazionale.

Con l’entrata in vigore del nuovo regime fiscale promosso nei giorni scorsi dal governo, sarà necessario (nei casi in cui vi sia un unico edificio di proprietà ecclesiastica adibito a diverse attività) distinguere tra le porzioni interne e si pagherà soltanto il corrispettivo della parte destinata ad uso commerciale. Un rebus per “addetti ai lavori” che apre la strada a possibili scorciatoie elusive, anche perché qualora non sia facile determinare l’importo dovuto basterà che i diretti interessati producano un’autocertificazione, senza dimenticare che rimarranno esentate dalla tassazione le “attività commerciali non svolte con modalità commerciali”.

vittorio-grilli-viceministro-economia

A pagare si inizierà nel 2013, ma chi controllerà la concreta applicazione di queste complicate regole? L’Agenzia dell’Entrate e la Guardia di Finanza avranno un delicato compito, perché come sempre “il diavolo si annida nei dettagli”. Giovanni Floris, riprendendo in parte il discorso di Susanna Camusso a proposito di Iva e pensioni, nota come diventa tutto difficile quando si tratta di “trovare i soldi dove ci sono”. Il sottosegretario Grilli prova a chiarire i criteri, distinguendo tra attività commerciali a fine di profitto e attività senza tale fine, ma restano inalterati i dubbi sollevati da Marzia Maglio sulla reale volontà di andare fino in fondo con la tassazione delle proprietà ecclesiastiche.

In una puntata interamente dedicata all’economia, la questione dell’Imu si è incardinata sul tema dell’equità sociale, più volte chiamata in causa dal segretario generale della Cgil e dalla filosofa Michela Marzano, entrambe deluse dalla politica economica del governo. A complicare il clima tra la leader sindacale ed il sottosegretario all’economia, è stato l’annuncio-conferma “en passant” dell’aumento dell’Iva al 23%, misura destinata a diminuire il potere d’acquisto di milioni di famiglie, con ricadute immediate sull’inflazione ed altri effetti negativi a catena. Ma è proprio questa la strada giusta per uscire dalla palude della crisi?

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

One Comment

  1. Giovanna

    marzo 7, 2012 at 19:09

    IMU – Seconda casa – Un diritto per non essere discriminati
    La seconda casa ha un IMU sensibilmente aumentata rispetto all’ICI, e la tassa è anche determinata dal comune, sarebbe corretto dunque se almeno ci fosse la possibilità da parte del proprietario di votare alle elezioni comunali. Ad esempio se uno ha tre case in tre comuni diversi dovrebbe poter votare alle amministrative in tutti e tre i comuni. Non è questione di politica, ne di voto di scambio, è questione che pagando le tasse maggiorate, il servizio rifiuti, gli allacciamenti alle reti pubbliche, l’urbanizzazione, ecc. è giusto ritenere che si debba anche avere il diritto di esprimere il proprio giudizio sull’amministrazione. Diversamente si è cittadini solamente penalizzati senza alcun diritto ma con solamente doveri da rispettare senza poter partecipare alle decisioni che sono state o che saranno prese nei propri confronti.

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