La diretta di Servizio Pubblico, puntata dell’8 Marzo: questione morale e questione sociale

By on marzo 8, 2012
diretta servizio pubblico

text-align: justify”>diretta servizio pubblicoE’ giusto ridurre le manifestazioni del dissenso al questioni esclusivamente di ordine pubblico? Mentre la Grecia affonda, gli indici economici vanno giù nonostante manovre e vertici internazionali “risolutivi”, giovani e lavoratori fanno i conti con l’angoscia del presente e la paura del futuro, senza che la politica si interessi di loro. L’Italia non brilla per moralità pubblica, lo dimostrano le continue inchieste sulla corruzione a tutti i livelli di amministrazione, dagli enti più piccoli a quelli maggiori, da Nord a Sud (guai a pensare che la “questione morale” sia geograficamente limitata, anzi da Sicilia e Calabria il cuore del problema si è spostato nella “progredita” Lombardia). Il clima politico è cambiato, al governo ci sono i tecnici “benedetti” dall’Europa , ma a Roma così come a Bruxelles si rischia un deficit di democrazia: le decisioni vengono prese dall’alto, con buona pace di chi non le condivide, mentre l’unico confronto avviene ormai nelle piazze, dove si procede volenti o nolenti alla creazione di “un ordine nuovo”.

Sarà così semplice convincere, coi soli strumenti repressivi, i no-Tav oggi, i giovani indignati (di ieri e di) domani, che non esistono alternative alla politica di sacrifici “lacrime e sangue”? Di questo quadro a tinte fosche, destinato a durare a lungo, si discuterà stasera nella puntata di Servizio Pubblico, che il nostro blog seguirà in diretta testuale come ogni giovedì. Appuntamento alle h.21, per non perdere un attimo del talk show di Michele Santoro attraverso La Nostra Tv.

ore 21,05  L’apertura polemica di Santoro:  “Nessuna opinione può essere criminalizzata, la tv deve tenere insieme i pensieri più diversi, scoltare le minoranze è un modo per rendere più forte la democrazia”. Decisa la critica a Polito e chi attacca un certo modo di fare informazione.

ore 21,10  Breve intervista a Carlo De Benedetti (patron di Repubblica-L’Espresso), che parla di “equità e di idee nuove che mancano nell’Italia di oggi. Santoro aggiunge che sviluppo e ricchezza necessitano di condivisione: “nei movimenti si fanno errori, ma si cercano anche nuove vie”.

ore 21,17   Alla ripresa dalla pausa pubblicitaria e dopo la sigla, va in onda uno stralcio di intervista a Sergio Rizzo del Corriere della Sera. Discorso pungente con dati e numeri sui guadagni da capogiro di politici e “tecnici”. Stipendi e pensioni cumulati, come dimostrato dal servizio dell’inviato in esterna (nessuna risposta dai diretti interessati raggiunti per strada). Imbarazzanti gli esempi di sottosegretari e ministri, “collezionisti d’incarichi”. Si fanno i nomi di Patroni Griffi e Catricalà. “Non c’è un problema etico, morale?”, questa una delle domande scomode poste dal giornalista di Servizio Pubblico agli illustri intervistati. “L’importante è che si rispettino le regole”, una delle poche risposte ottenute.

ore 21,25   Tocca a Gian Antonio Stella, ospite nello studio, fare il punto sui bilanci dei partiti ed i relativi problemi di trasparenza: “Non basta metterli online”, puntualizza il giornalista autore del libro “La Casta” (assieme al collega Sergio Rizzo, anch’egli presente). Si parla di Regione Sicilia, Calabria e cumuli di stipendi, Rizzo e Stella citano le loro inchieste.

ore 21,30  Sergio Rizzo torna con la memoria al celebre “comma Fuda”, esempio di costruzione creativa di leggi, al fine di rendere incomprensibile il loro reale contenuto. “La cosa più inaccettabile è che lo Stato non sa quanto prendano coloro che cumulano gli stipendi, non cè una banca dati”.

ore 21,35    Di nuovo De Benedetti, al microfono di Giulia Innocenzi. “La disaffezione nei confronti dei partiti si ha perchè non c’è una speranza”, spiega l’imprenditore che critica le politiche di austerità “che aggravano la recessione” e ripropone l’idea di una tassa patrimoniale accompagnata da una decisa lotta all’evasione. “Gli indignati sono l’indizio di un malessere che è molto più diffuso nella società”, l’altro passaggio importante dell’intervista, che tocca anche il nodo dell’articolo 18: anche su questo l’Ingegnere dimostra sensibilità sociale, preferendo che non si tocchino i diritti acquisiti. Spazio infine per un paio di battute sulla Fiat di Marchionne e sugli stipendi dei manager pubblici.

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ore 21,42   Parola a Maurizio Belpietro, chiamato a dire la sua sulle parole di De Benedetti: “ma è lo stesso che guidava l’Olivetti e ne mise  i dipendenti in carico alle Poste? Quando critica l’evasione, è lo stesso imprenditore che ha portato la residenza in Svizzera?”.

ore 21,46 Ci pensa Luca Casarini, “veterano” delle manifestazioni antagoniste, a difendere i No Tav dalle ironie di Belpietro (“Sono quattro gatti” aveva sostenuto il direttore di Libero). L’ex leader dei Disobbedienti continua sull’indignazione, che esiste “perchè non c’è democrazia“. Prolungato il battibecco con Belpietro, che lo definisce “indignato da 20 anni”.

ore  21,53     Santoro annuncia un’ importante intervista all’ex tesoriere della Margherita Lusi, mentre Giulia Innocenzi fa un cenno alla polemica delle ultime ore sullo strappo tra Pdl ed il Ministro Riccardi (quest’ultimo di era lamentato di Alfano, definendosi “schifato” dal segretario pidiellino).

ore 21,58      Dopo l’intervallo pubblicitario, si torna subito su caso-Lusi: “Le cose che dice sono minacciose e richedono risposte coerenti da parte dei destinatari”, avverte Santoro che invita a prestare massima attenzione alle parole di Lusi. Chiare le allusioni dell’ex “big” del centrosinistra, che rivolgendosi a Luca Bertazzoni in via confidenziale pone svariati dubbi sulla dirigenza del suo partito. “Secondo me è una guerra prima contro Rutelli e poi contro il Pd”, le amare parole di Lusi, pronto a rispondere punto su punto alle domande su cifre e circostanze. “Non sono un santo, ho fatto il tesoriere” la frase conclusiva.

ore 22,10   Interpellato sull’argomento, Marco Travaglio (poco sorpreso dall’intervista) sottolinea il “disastro fatto dai partiti” che hanno dato i soldi a questi personaggi senza scrupoli. Segue un dettagliato elenco dei bilanci dei partiti (Margherita in primis), elencati dall’economista Gianni Dragoni con tanto di sottolineatura di voci controverse e movimenti “strani”.

ore 22,20     Introdotta da un’illustrazione disegnata, entra in gioco la “questione leghista” (Davide Boni e il capo della sua segreteria accusati di utilizzare i loro uffici per introitare denaro). In collegamento da Bruxelles, l’europarlamentare leghista Matteo Salvini difende l’integrità del suo partito: “ci può essere qualcuno che sbaglia, ci auguriamo che i magistrati facciano il loro lavoro, aspettiamo che ci sia una prova”.

ore 22,30      Gian Antonio Stella continua a menzionare episodi di ordinaria corruzione, storie da lui stesso definite “pazzesche”. Dubbi sulla capacità dei partiti di vigilare al loro interno per evitare tali problemi.

ore 22,37      Si continua a discutere del caso di Boni e della Regione Lombardia. Santoro ricorda la compattezza della dirigenza “padana” nella difesa del loro esponente indagato.

ore 22,40     In diretta dalla Sicilia, Ruotolo dà voce agli attivisti del Movimento dei Forconi, seguiti nei giorni scorsi dalla troupe di Servizio Pubblico (breve il filmato mandato in onda). Uno dei leader, Mariano Ferro, prende la parola per attaccare i ministri vecchi e nuovi (Prestigiacomo tra tutti) che si sono disinteressati di loro: “non è possibile che nessuno ci guardi e nessuno ci ascolti”, protesta Ferro che annuncia nuovi blocchi di protesta.

ore 22,45     E’ il momento di Marco Travaglio, che fa una impeccabile cronaca dei “regali alle banche” nascosti nei recenti provvedimenti del Governo, sostenuto dalla “nuova trimurti Pd-Pdl-Terzo Polo”. Tagliente l’ironia sulle distrazioni bipartisan, tutte a favore delle banche al di là dei roboanti proclami iniziali. “La commedia degli equivoci diventa teatro dell’assurdo”, commenta Travaglio mettendo a nudo l’incoerenza dei politici di maggioranza. Stoccata finale sui nostri rappresentanti: “la faccia e il culo sono intercambiabili”.

ore 22,56      Intervento telefonico di Matteo Renzi, pronto a replicare ai riferimenti fatti nel dibattito al suo presunto coinvolgimento nel caso-Lusi. “Quello che mi da fastidio è che a fronte della nostre proposte sull’abolizione del finanziamento pubblico, si fa riferimento alla situazione fiorentina che non c’entra una mazza!”, l’attacco del sindaco di Firenze.

ore 23,05     A conclusione della telefonata di Renzi, si ripropone la polemica tra Libero ed il giovane sindaco del capoluogo toscano, sulle presunte fatturazioni sospette riconducibili alla campagna elettorale di Renzi. “Voglio sapere anch’io che manifesti hanno stampato”, l’insistente domanda del giornalista.

ore 23,15     Subito dopo l’ultimo blocco di spot,  va in onda un altro frammento dell’intervista a De Benedetti, interpellato sul destino di Pd e Pdl: “Il Pd per me è stata una grande speranza, doveva contrapporre al modello impresariale di Berlusconi un modello alternativo“. Alla domanda sulla leadership democratica, De Benedetti boccia sia la continuità di Bersani sia (e soprattutto) la “rottamazione” di Renzi, accostato esplicitamente a Berlusconi. Poca simpatia pure per i tecnici, a partire da Corrado Passera che viene da tempo corteggiato a sinistra.

ore 23,25     Parlano due poliziotti reduci da un lungo periodo di servizio nella Valle di Susa: “Molto spesso condividiamo le ragioni delle manifestazioni, ma noi prendimo sputi, sassi ed altro dovendo spesso solo sopportare. Facciamo da ammortizzatore sociale“. Per nulla solidale Luca Casarini, assai critico nei confronti delle tesi dei due agenti, invitati a “obiettare, disobbedire” di fronte agli ordini di repressione.

ore 23,34     Travaglio propone ai due rappresentanti delle forze dell’ordine l’identificabilità degli agenti in servizio di ordine pubblico, mentre Santoro sottolinea lo spirito critico manifestato in più occasioni dai presenti. Il problema, per Casarini, è un politico, perchè oggi c’è “meno democrazia e più polizia”. Altro botta e risposta tra Casarini e Belpietro, portatori di tesi diametralmente opposte.

ore 23,41      Riprendono la parola i manifestanti siciliani, che pongono con forza questioni di carattere locale e nazionale, in una radicale protesta contro i governi di ogni livello: “Vogliamo fare saltare il tappo in Sicilia e in tutta Italia. Dovete andare via a tutti, Belpietro!”. Vibrante polemica Ferro-Belpietro-Casarini, faticosamente domata da Santoro.

ore 23,52     Torna la calma in studio, ed interviene un giovane siciliano che ricorda le ingiustizie dei tagli alla scuola, promossi dal governo Berlusconi e riconfermati da Monti (entrambi “forti coi deboli e deboli coi forti”), a danno di famiglie e precari.

ore 23,57     Arriva il turno delle vignette di Vauro, la prima delle quali omaggia la figura di Lucio Dalla: “Gli angeli non hanno sesso” . Monti, Renzo Bossi, Berlusconi e Bersani (soprattutto quest’ultimo) i bersagli del vignettista toscano.

ore 00,04       In un clima alleggerito dalla satira di Vauro, si conclude anche questa puntata di Servizio Pubblico: appuntamento al prossimo giovedì con un’altra diretta de La Nostra Tv.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

One Comment

  1. angelina

    marzo 8, 2012 at 22:13

    sono schifata anche io come il ministro riccardi

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