La Rai accende gli animi tra i partiti: Passera frena sulla riforma della governance e il Pd grida all’inciucio

By on marzo 16, 2012

text-align: center”>Rai: Passera blocca riforma, Pd parla di inciucio con Alfano

Poco più di due mesi fa il presidente del Consiglio Mario Monti aveva annunciato in tv, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, la tanto attesa riforma della Rai: “E’ una forza del nostro panorama culturale che ha bisogno di passi avanti“, disse il Premier riferendosi alla tv pubblica, ma da allora la partita Rai si è intrecciata con quella sull’asta delle frequenze tv, una questione fin troppo politica per essere lasciata nelle mani del governo tecnico. Un nodo strategico, quello della tv, che sembra identificare il limite imposto dai partiti (e dal Pdl in particolare) al raggio d’azione di questo governo. Tanto che la scorsa settimana è bastata la sola presenza della voce Rai, insieme a quella della giustizia, nell’ordine del giorno del vertice Pd-PdL-Udc con il Premier a far saltare l’appuntamento scatenando le ire di Angelino Alfano: “Non ci occuperemo di spartizione delle poltrone, ma di economia e di lavoro“, tuonò il delfino di Berlusconi. La mattina stessa del mancato vertice fu il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri a incontrare Monti a Palazzo Chigi per discutere delle frequenze tv, per poi presentarsi in Commissione bilancio della Camera ed annunciare che le difficoltà economiche in cui versa l’azienda di Berlusconi potrebbero comportare tagli del personale. Un intreccio perverso di affari e politica che ha messo in allarme i partiti.

E pur continuando a rivendicare il primato della riforma del lavoro e delle misure per la cresita economica, le forze politiche avvertono come una spada di Damocle la scadenza imminente del consiglio d’amministrazione Rai. L’annuncio del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che una modifica della governance della Rai non è possibile perchè “non esistono nè i modi e nè i tempi” ha messo sul piede di guerra i principali partiti, Pd in testa. La retromarcia del governo è sembrata una concessione al Pdl: secondo il partito di Bersani, la rinuncia alla riforma apre la strada all’ennesima lottizzazione delle cariche in Rai, ricevendo come contropartita l’approvazione ad una modifica parziale delle regole per l’asta pubblica delle frequenze tv (da assegnare con una gara low cost), che Mediaset si sarebbe accaparrata gratis grazie al meccanismo del beauty contest, ora congelato dal governo. 

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Il tema nomine Rai non c’entra niente con la questione delle frequenze“, si è affrettato a dichiarare Maurizio Gasparri, esponente Pdl e autore della contestatissima legge con la quale si decideranno ancora le nomine Rai, se non si trova un accordo per cambiare la governance. “Chi parla di scambi e intreccia i due temi fa un esercizio al tempo stesso inutile e provocatorio – ha aggiunto l’ex ministro delle Telecomunicazioni – Sulle frequenze chi dovrà decidere deciderà, sulla Rai si applica la legge“. Intanto il nodo Viale Mazzini è stato discusso ieri al vertice tra Mario Monti e i tre leader che sostengono la maggioranza Alfano, Bersani e Casini (insieme in foto, ndr), ma visto che Pd e Pdl sono rimasti sulle rispettive posizioni, la questione è stata rimandata al prossimo vertice. Tra le spinte riformiste del Pd e la tendenza del Pdl a conservare lo status quo, il governo tecnico dovrà dimostrare di non avere una sfera d’azione limitata dagli interessi dei partiti, radicati dentro e soprattutto fuori dalla Rai.

 

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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