La vita in diretta: un mix che funziona. Ancora troppa cronaca nera

By on marzo 23, 2012

text-align: center”>Ottimo feeling tra Liorni e la Venier

La vita in diretta è una forma di internet per le casalinghe. Il programma ha un pubblico fortemente femminile che segue la trasmissione mentre stira, cucina e fa le faccende domestiche. Guarda la trasmissione e si aggiorna sulla cronaca nera, sociale e quella rosa. La vita in diretta ti fa una panoramica di quanto accaduto con un linguaggio semplice e con lo stile dell’infotainment. Il programma in onda dal lunedì al venerdì su Raiuno, da quest’anno dura circa tre ore e mezza. Il segmento Buon Pomeriggio Italia usa toni leggeri e uno stile rilassato adatto al salotto del pomeriggio. Elsa Martinelli, Gianni Milano, Giuliano Gemma e Laura Barrialies gli ospiti. I servizi vanno dal gossip su Belen e Corana a Iva Zanicchi alle ricette della De Denaro, tutto in linea con il pubblico di Raiuno. Qualche notizia curiosa e il ritmo regge. Il feeling tra la Venier e Liorni è sempre migliore, lei è caciarona ma misurata. Liorni è bravo e sobrio, un conduttore tecnico direbbe qualcuno.  Questa è l’unica parte in cui i due conduttore dividono la scena. Qualche notizia di cronaca, il lancio di Ballando con te e della puntata di questa sera di Non sparate sul pianista per la Venier. Liorni affronta il caso Ragusa, con misura e garbo, ma l’attenzione sembra essere ancora eccessiva. L’argomento viene più volte lanciato anche precedentemente dalla Venier che ne discute con ospiti dalle dubbie competenze.

 

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Roberta Ragusa è una signora di 45 anni scomparsa da due mesi e mezzo. Dopo la sua scomparsa si è scoperta una relzione extraconiugale del marito. Liorni dà spazio al legale della scomparsa e alla testimonianza del suocero. Lo stile è sicuramente diverso da quello di Pomeriggio cinque ma sembra comunque eccessivo lo spazio dedicato a queste vicende. Per quanto tempo ancora bisognerà sopportare l’eccessivo interesse mediatico per casi di cronaca nera? Tutti formulano ipotesi, tutti additano i colpevoli, tutti parlano di tutto. Questo è quello che un po’ si rimprovera alla tv del pomeriggio la mancanza di un ruolo e di competenza soprattutto degli ospiti. La Venier affronta poi le difficoltà economiche degli italiani, raccontando storie estreme come quella di Roberto e Marzia che vivono senza luce e gas. Liorni conclude affrontando il caso Rosi e le rapine in Umbria. Il programma godibile e leggero all’inzio si appesantisce troppo verso la fine. In fondo in un periodo di crisi non sarebbe meglio parlare di cose meno serie?

 

 

About Giuseppe Candela

Nato a Nocera Inferiore(Sa) si è laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla comunicazione politica dal titolo “Pop o Papi? Vizi privati e pubbliche virtù. L’assenza-essenza dei media”. Si sta specializzando nell’ambito televisivo. Appassionato di calcio, di politica e soprattutto del piccolo schermo, ha collaborato e collabora con tv e giornali locali. Da settembre 2009 è opinionista a “Domenica in L’Arena” su Raiuno. Ha scritto e condotto eventi che hanno avuto risonanza nazionale. Guarda con occhio critico la televisione senza nessun pregiudizio.

4 Comments

  1. SCHATZELE

    marzo 23, 2012 at 19:14

    E’ già qualche settimana che non guardo più La vita in diretta e per l’eccessiva esposizione dei casi tragici e per la presenza di un prete che………… che non sopporto. E’ uno di quei preti che per chi lo gradisce sta bene in sagrestia, ad ascoltare i pettegolezzi delle sore Marie. In televisione o vanno preti “di spessore” o tutti a casa, a fare il loro mestiere!!

  2. nicola

    maggio 1, 2013 at 02:21

    io volevo dire su mara che sono felice che torni a domenica in madevono farti fare dalle 14 alle 20allora si che quella era la tua domenica in

  3. Rosa

    agosto 14, 2013 at 13:39

    Mia madre è anziana , vivo con lei e pretende vedere il tg e devo sopportare per tutto il giorno femminicidi, cronaca Nera , suicidi , Misseri. Quando vado in campeggio per una settimana o più giorni , tiro un sospiro di sollievo : niente giornali e nè telegiornale.

  4. Rossella

    agosto 14, 2013 at 15:54

    Brava Rosa!
    In televisione non raccontano la fine della vita di Puskin: viviamo nel 2013 e non siamo dei romanzieri o dei poeti!
    Lo spettatore viene messo all’angolo perché segue l’evoluzione delle indagini ma trovandosi seduto sulla poltrona di casa sua potrebbe anche arrivare ad acquisire uno sguardo più cinico; la televisione è funzionale all’intrattenimento e quindi la vicenda potrebbe arrivare ad assumere i contorni di un romanzo. Ogni giorno un capitolo nuovo fino ad entrare nella storia e a farla morire. Infatti i romanzi ti serviranno dopo anni: nell’immediato non ti dicono niente!

    Ma stiamo parlando comunque di artisti!
    E’ chiaro che intorno a queste figure si costruisce anche un alone di mistero; i casi in questione non sono dei romanzi!
    Queste vicende contano più dell’opera di un poeta: la vita come opera aperta è alla base della nascita del mito.
    Eppure anche l’episodio di Puskin ci fa leggere la storia attuale con più coscienza!

    Ancora oggi i ricercatori azzardano delle ipotesi sulla base di presunti carteggi tra l’ex amante e la moglie di Puskin che poi avrebbe sposato addirittura un militare, mi sembra un generale. Secondo me si tratta di episodi che si prestano a diventare invenzioni letterarie: infatti non ci sembra una follia portare quel senso dell’onore fino all’inverosimile: prima Puskin vuole che il tizio sposi sua cognata e poi lo induce alla confessione con lo stratagemma del bacio e quindi arriva al duello! E’ fiero di averlo smascherato e la bellezza della loro tradizione sta pel rispetto per l’intellettuale o per l’artista. Infatti l’ipotesi del giubbotto antiproiettile o comunque della corazza che avrebbe attutito il colpo riesce a conservare integro l’onore del loro Poeta.
    Se ci pensate noi siamo rapiti da questa gelosia.
    Secondo me la moglie non centrava niente: perché siamo così romantici?

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