Le Iene Show e il servizio shock sulla pedofilia

By on marzo 23, 2012

Ormai dobbiamo riconoscerlo: le Iene, il noto programma del giovedì sera di Italia Uno, ha perso molto dello smalto e della grinta delle passate edizioni: manca il carisma di Luca e Paolo (sempre calibrati negli interventi e nelle battute) e manca l’inventiva riesumando vecchi servizi o proponendone di nuovi ma sempre inerenti ad argomenti già trattati. Nella puntata di stasera (seguita in diretta dalla Nostratv) è stato proposto un servizio forte, claustofobico e dissacrante curato dalla iena Angela Rafanelli e riguardante una delle patologie più gravi della società: la pedofilia. Il protagonista dell’inchiesta è un anziano di settant’anni, pronto a rimorchiare ragazzine adolescenti in cambio di soldi e regalini. La Rafanelli, fingendosi una quindicenne, riesce a far avere il suo numero all’uomo che da subito si dimostra interessando lasciandole messaggi telefonici insistenti e a tinte forti. Le chiamate sono sempre più frequenti e le proposte sessuali sempre più perverse. Il soggetto si mostrava eccitato e in uno stato di crisi della personalità che lo vede ora come persona razionale e vigile e ora come un pervertito in preda a una profonda crisi testosteronica.

Alla fine avviene l’incontro dei due a casa dell’anziano, dove la iena cerca di mantenere il controllo resistendo per quanto le è possibile alle avance e alle molestie del pedofilo fino a scoprirsi. Da qui parte la negazione, la vergogna e la mancata realizzazione di avere un problema. Dopo varie inisistenze da parte della Rafanelli e il suo costante invito a farsi aiutare, l’uomo cede e decide di consultare un assistente sociale presso l’Istituto di igiene mentale della sua città. 

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Un servizio choccante ma riflessivo, per fortuna concluso con un lieto fine grazie anche alla perseveranza e alla pazienza della giovane iena nei confronti della delicatissima situazione che si è trovata a gestire. E’ importante aprire gli occhi dell’opinione pubblica a patologie pericolose e inquietanti come la pedofilia che, malgrado quello che si pensi, può essere monitorata e curata liberando i soggetti da una pulsione macabra e eticamente inaccettabile. Grazie a servizi adrenalinici e realistici come questo Le iene riesce a tenere alto il livello di attenzione del pubblico che nota rispetto al passato un appiattimento dei contenuti e dei messaggi propinati dai servizi degli inviati. Che anche Le iene siano entrate in crisi e abbiano iniziato a stancare?

About Mario Manca

Specializzando in Televisione,Cinema e New Media presso Libera Università di Lingua e Comunicazione Iulm di Milano. Ama e segue la televisione da una vita e desidererebbe dare un contributo attivo alla creazione di un modello televisivo teso alla qualità e intelligenza informativa con interventi autoriali mirati. Il suo modello di critica televisiva è Aldo Grasso e Madonna è la sua artista musicale preferita.

4 Comments

  1. Carlo

    aprile 2, 2012 at 20:31

    Questo servizio è in realtà fuorviante, perchè non sono da considerare pedofili i soggetti attratti principalmente da persone in fasce di età pari o superiori ai 12 anni circa, purché abbiano già raggiunto lo sviluppo puberale: l’attrazione per gli adolescenti è definita con altri termini come efebofilia e ninfofilia o «sindrome di Lolita». E non è neppure reato avere rapporti sessuali consenzienti con persone che abbiano raggiunto l’età del consenso (14 anni per la legge italiana).

  2. Luca

    aprile 12, 2012 at 11:38

    Premettendo che il lavoro delle iene è immenso e utilissimo, sono d’accordo con Carlo.
    Una persona adulta che ha rapporti sessuali con una quindicenne consenziente non è da considerarsi pedofilia, lo dice la legge ponendo il limite minimo di 14 anni per avere un rapporto sessuale e non 18 come molti pensano.
    Altro discorso è come viene visto un adulto che va con una quindicenne, bene o male a seconda dei punti di vista.
    Detto questo è chiaro che il servizio non è stato fatto bene e non è questione di opinioni ma lo dice la legge.

  3. marco

    gennaio 15, 2013 at 16:04

    Sfortunatamente neanche picchiare a sangue chi cerca di scusare certe cose.
    Spero che capiti a vostre figlie di 14 anni e 1 giorno.
    Vergogna

  4. Sarah

    aprile 8, 2013 at 21:43

    @ Marco: per me il tuo commento è ridicolo!

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