Lineaverde mostra l’altra Sicilia. La “diversità catodica” della domenica mattina

By on marzo 17, 2012

text-align: justify”>lineaverde palermoLa tv della domenica mattina è talmente diversa da quella che siamo abituati a vedere. Donne che sfrecciano su fuoristrada alla scoperta delle meraviglie del mondo, uomini panciuti che si avventurano fin sopra le cime innevate per mungere vacche. Si è vero, su Raidue c’è Paolo Fox a ricordarci quanto dura sarà la settimana, motivo per cui io oggi mi dedico a Raiuno e al suo programma di approfondimento enogastronomico territoriale condotto da Eleonora Daniele e Fabrizio Gatta: Lineaverde.

E da siciliano quale sono non posso non farlo con grande entusiasmo considerato che la puntata sarà dedicata a Palermo. Non quella Palermo fatta di cliché e stereotipi che abbiamo imparato a conoscere “grazie” alle nostre fiction. Nessun uomo in completo gessato, zero sparatorie o “s’abbenerica” vari. Lineaverde racconterà la rinascita del capoluogo siciliano. Una rinascita intellettuale, ambientale (tantissime le zone verdi rivalutate in città, una su tutte il Parco dell’Uditore riportato alla luce grazie all’aiuto di molti cittadini) e socio culturale (occhi puntati sul movimento dei Forconi che ha imposto la sua voce in tutta Italia).

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Naturalmente ampio spazio anche alle bellezze architettoniche e paesaggistiche, alle attività agricole e alla pesca. Un omaggio a quella Sicilia fatta di facce, impegno, idee, sole e mare. Una terra autentica, suggestiva ricca di tradizioni e cultura, che nonostante abbia tutto ha ancora bisogno di tanto. Appuntamento domani su Raiuno, ore 10. Si va in Sicilia!

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

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