Lucio Dalla a Sanremo: nel 2003 stava per diventarne direttore artistico, ma …

By on marzo 1, 2012

text-align: center;”>Lucio Dalla al piano

Sabrina, sto vedendo la tua pagella, i voti sono sempre quelli: sex, sex, sex … “: esordiva così un Lucio Dalla negli inediti panni di showman in La bella e la bestia, spettacolo del sabato sera di Raiuno al fianco della bella – appunto – Sabrina Ferilli, varietà andato in onda per 5 puntate a partire dal 26 gennaio del 2002Lo show ebbe sin da subito ascolti bulgari – circa 8.361.000 telespettatori con il 33 per cento di share in media – grazie alla bravura dei due padroni di casa e ad un’infornata di ospiti che la Rai oggi può solo sognarsi: Fiorello, Laura Pausini, Zucchero, Woody Allen. Proprio il comico siciliano era la guest star della premiere e non perse occasione per prendere in giro il cantante bolognese, scomparso oggi a causa di un infarto: “E’ normale che canti Com’è profondo il mare, lui arriva subito a toccarlo“.

Ma il nome di Lucio Dalla è anche legato al Festival di Sanremo, anche se nel suo caso si tratta di brevi quanto intense apparizioni: l’artista partecipa per la prima volta alla kermesse canora con Paff…bum nel 1966 e il pubblico è subito colpito da quella personalità istrionica: pensate che qualche mese prima non aveva passato il provino per la Rai perchè ritenuto brutto e stonato.

In Riviera ci torna nel 1967 con Bisogna saper perdere, ma questa volta l’esperienza si rivela davvero tragica: il titolo pare una beffa al suicidio del collega Luigi Tenco, suicidatosi subito dopo aver saputo di non aver passato il turno per la finale. Dalla si era stabilito nella camera accanto e fu trovato dai giornalisti nudo con una mela in mano. Ha raccontato di non aver dormito un mese per lo choc. Il terzo atto a Sanremo consacra tuttavia nel 1971 il talento di Lucio Dalla: 4 marzo 1943, originariamente intitolata Gesù Bambino, viene partorita dalla sua mente semplicemente canticchiandola. Il successo non tarda ad arrivare nemmeno l’anno successivo, un’impresa riuscita a pochissimi artisti.

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Nel 1973 il bolognese presenta Piazza Grande. Arriva ottavo, ma vende più di tutti. Segue un lunghissimo periodo di lontananza dalla competizione, finchè nel 2003 la Rai non gli propone di rivestire il ruolo di direttore artistico. Tuttavia, quando l’accordo è in dirittura d’arrivo, rifiuta ufficialmente perchè impegnato nel musical Tosca. In realtà spiegherà più tardi:

Io amo il Sanremo di quando c’erano le canzoni. La ricerca delle canzoni e dei cantanti dovrebbe essere fatta con scrupolo reale, senza far contento questo o quello pur di coprire gli spazi televisivi […] Per me se non ci sono belle canzoni si può anche saltare un anno. Ma naturalmente non accadrà mai, perchè ci sono ragioni di copertura di spazi che fruttano alla tv più che alla musica“.

Nel 2009 accompagna la sua corista Iskra in gara tra le Nuove proposte nonostante la donna abbia 62 anni – Paolo Bonolis stravolse il regolamento di quell’anno per consentire ai big di “raccomandare” qualche loro pupillo, mentre il suo ritorno in gara risale a quest’ultimo Sanremo 2012. Il maestro dirige e duetta con il giovane Pierdavide Carone nel suo ultimo gioiello intitolato Nanì, in una settimana critica nella quale aveva polemizzato per l’ingombrante presenza di Celentano che aveva messo in secondo piano la gara coi suoi 50 minuti di show. Avrebbe voluto persino capeggiare una rivolta, ha raccontato al Corriere. E chissà quante altre volte avrà modo di arrabbiarsi da lassù, qualora l’andazzo dovesse ripetersi negli anni a venire.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

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