Lucio Dalla, omosessuale riservato o represso? L’Italia si divide

By on marzo 6, 2012
lucio dalla al piano

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Esiste una televisione sobria e dignitosa all’interno della quale la morte di un personaggio famoso – in questo caso quella di Lucio Dalla – è trattata con delicatezza e rispetto. Esiste poi una televisione dove tutto questo non ha significato e la sensibilità si trasforma in un battibecco ciarliero di bassa lega che non ha niente a che fare con l’argomento trattato. Ed è così che la morte di uno dei cantanti più apprezzati in Italia viene strumentalizzata e fatta oggetto di quello che si è soliti chiamare sensazionalismo mediatico. La dimostrazione più plateale avviene quando si accende la tv e si scopre che i funerali del povero Dalla sono in diretta su TgCom 24 e Sky Tg24, oppure che la parte più interessante della sua vita sembra essere stato il suo orientamento sessuale. Che Lucio Dalla fosse o meno gay non dovrebbe importare a nessuno.

Ritengo che la sua vita privata, da sempre tenuta all’oscuro di media e giornaletti da quattro soldi, meriti il più ampio rispetto proprio perchè non si è trasformata in propaganda. Lucio Dalla non l’ha infatti mai utilizzata per vendere qualche disco in più, nè per ricevere interviste esclusive e finire sulle copertine delle riviste. Molti giornalisti, invece, non hanno fatto altro che sottolineare le reazioni del mondo politico ed ecclesiale alle scelte di Lucio Dalla in merito al suo orientamento sessuale. 

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La polemica suscitata da padre Bernardo Boschi ha ovviamente sollevato un polverone visto che l’argomento, ancora tabù per buona parte della classe politica italiana, è gestito malamente. Dopo le dichiarazioni dello scrittore Aldo Busi che ha definito Lucio Dalla un represso troppo vicino al mondo cattolico, Boschi ha di fatto accusato i gay di voler organizzare una specie di vendetta per fare del cantante una bandiera. Il prete ha sostenuto inoltre che coloro che hanno attaccato Lucio Dalla per la sua “identità riservata” sono degli “sciacalli, iene. Sputano sentenze su cose più grandi di loro”.

Il Tgcom ha colto subito l’occasione per sentire l’opinione di alcuni politici che sull’argomento hanno sempre detto la loro. Per Franco Grillini dell’Idv “uno ha diritto di dirlo e di non dirlo, se è gay. Lucio Dalla era gay e lo sapevano tutti, tutta Bologna e la Chiesa Cattolica. Era il segreto meno segreto che ci possa essere. Abbiamo rimproverato un atteggiamento dei giornali: se muore un poveraccio omosessuale, si dice tutto di lui, se muore un omosessuale famoso, nel momento in cui si fa un funerale non si può dire nulla. La Cei ha vietato di trasmettere in Chiesa le sue canzoni perché nelle sue canzoni veniva fuori l’idea dell’amore da vivere come si vuole. Non c’è nessuna differenza tra un omosessuale che piange un compagno morto e un eterosessuale”. Dall’altra parte invece Carlo Giovanardi del Pdl, che dopo aver avuto ampio spazio sul nostro blog circa alcune dichiarazioni durante il Chiambretti Night ha detto: Ieri abbiamo visto cose straordinarie, un personaggio che non ha mai ostentato i suoi affetti, i suoi orientamenti. Ci sono stati funerali commoventi, tutti gli altri commenti sono sembrati fuori posto. Quando si mischia la politica con le associazioni gay, nasce la manipolazione. Voglio rispettare una persona come Lucio Dalla che non ha mai parlato, in vita, di cose di cui, ora che è morto, non si fa che parlare. Si vuole costruire una speculazione politica sui sentimenti di una persona che, oltretutto, era molto religiosa. Chi dice che la Chiesa non fa i funerali agli omosessuali? Lucio Dalla era fortemente religioso, un modello di sobrietà e di intelligenza, non ha voluto rendere pubbliche alcune cose quando era in vita, perché lo si deve strumentalizzare dopo la morte? Questo vuol dire utilizzare Dalla contro Dalla”.

A questo punto ci auguriamo che l’argomento sia definitivamente chiuso e che la libertà di ogni individuo sia rispettata sempre, sia esso etero o gay.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

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