Maroni chiede la Presidenza della Rai: “La carica va all’opposizione, cioè alla Lega Nord”

By on marzo 3, 2012

text-align: center”>La Lega vuole la Presidenza della Rai

Il rinnovo del consiglio di amministrazione Rai è previsto per la fine di questo mese e a giudicare dalle dichiarazioni pubbliche degli ultimi giorni, non sarà un’operazione semplice. Se il presidente dell’azienda Paolo Garimberti si è appellato direttamente a Monti per chiedergli di cambiare la governace della Rai, che la rende caotica e ingovernabile, le forze politiche coinvolte nell’azienda con i loro rappresentanti in cda e nelle altre posizioni più o meno strategiche a Viale Mazzini, affilano le armi per lanciarsi alla conquista delle poltrone più ambite. E se è vero che un posto in Rai non si nega a nessuno, ormai le pretese si fanno sempre più alte.

Il primo affondo è arrivato dalla Lega Nord: forte della sua ritrovata verginità di forza d’opposizione, il partito ha rivendicato il diritto ad occupare con un proprio uomo la carica di Presidenza Rai. E lo ha fatto per bocca di uno dei suoi esponenti più autorevoli, l’ex ministro dell’Interno nell’ultimo governo Berlusconi, l’onorevole Roberto Maroni (in foto accanto al leader Umberto Bossi, ndr). Posto che per il Carroccio l’azienda andrebbe privatizzata, rispettando l’esito del referendum del 1995, Maroni ha chiesto di affidare al partito del Nord la poltrona di Garimberti. “Se rimarrà la legge attuale, con il rinnovo del nuovo Cda, per l’equilibrio tra maggioranza e opposizione il presidente va all’opposizione. E ricordo che la Lega è l’unico partito di opposizione“. Ma davvero la Lega ha qualche speranza di accaparrarsi lo scarnno più alto in Rai?

canone-della-rai

In effetti, la legge Gasparri, che attualmente disciplina il settore radiotelevisivo, ha affermato in tutta la sua pienezza il principio della lottizzazione: 7 membri del Cda sono eletti dalla Commissione parlamentare di Vigilanza (nella prassi, 4 dalla maggioranza e 3 dall’opposizione) e i restanti 2 membri, tra cui il Presidente, dal socio di maggioranza, cioè il Ministro dell’Economia. A riprova del meccanismo di spartizione delle cariche, la legge Gasparri prevede un cosiddetto “presidente di garanzia“: eletto dal Cda, deve ottenere il parere favorevole di almeno 2/3 della Commissione di vigilanza. Deve trattarsi quindi di un nome condiviso da maggioranza e opposizione: un espediente per bilanciare la predominanza delle forze di governo nella composizione del Consiglio.

Di qui la richiesta avanzata da Maroni: se il Presidente è in qualche modo garante delle minoranze, perchè non proporre un uomo della Lega? E paradossalmente la Rai potrebbe ritrovarsi, nel pieno dell’era dei tecnici e grazie alle tanto invocate larghe intese, nelle mani della forza politica forse più estremista presente in Parlamento. In realtà c’è da scommettere che i partiti di maggioranza avranno buon gioco ad isolare i Padani, ormai lanciati verso la corsa in solitaria alle prossime amministrative. Ma la partita è tutt’altro che decisa.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *