Mutui super convenienti… ma solo per i parlamentari. Piazza Pulita, puntata dell’8 marzo

By on marzo 9, 2012
Corrado Formigli conduce Piazza Pulita

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E’ tornato anche l’8 marzo, come ogni giovedì, l’appunto con Piazza Pulita, il talk show di approfondimento politico condotto da Corrado Formigli. Le telecamere e i giornalisti di La7 hanno reso testimonianza di alcune criticità del nostro paese, sia per quanto riguarda i servizi da erogare ai cittadini, sia per quanto riguarda la gestione dei diritti degli stessi.

La puntata di ieri si chiamava Fratellastri d’Italia. Già dal nome si può intuire qual è stato l’argomento della serata: tutte quelle situazioni  in cui la locuzione ‘due pesi e due misure’ fotografa la realtà delle cose e non un semplice proverbio. Il giornalismo d’inchiesta del terzo polo televisivo è stato supportato questa volta da un collaboratore d’eccezione: l’onorevole Franco Barbato, senatore dell’Italia dei Valori. L’esponente idv ha sfoderato la sua arma preferita: la telecamera nascosta. In passato ha utilizzato questa ‘tecnica’, in un’occasione che fece molto scalpore: la conversazione con il collega Antonio Razzi, il quale, ignaro di essere sotto l’obiettivo, confidò candidamente che la scelta di passare dall’Italia dei Valori a Berlusconi fu dettato non da una convinzione politica ma da mero calcolo economico (se non lo avesse fatto, il governo sarebbe caduto e lui non avrebbe maturato il diritto alla pensione da parlamentare).

Corrado Formigli

Franco Barbato, questa volta, è andato a indagare su un caso che riguarda direttamente i cittadini: il mutuo. Le banche, in genere, lo concedono alle famiglie ad un tasso variabile intorno al 4-5%. Per i senatori, invece, è tutta un altro paio di maniche. Per dimostrarlo, l’onorevole è andato a chiedere una consulenza allo sportello BNL del Senato e ha chiesto lumi riguardo tre diverse ‘combinazioni’: prima, mutuo acceso solo da lui; secondo, mutuo acceso in comproprietà tra lui e un’amica insieme; terzo, mutuo acceso solo dall’amica. Ebbene, la disparità di trattamento che è emersa è enorme: nel primo e nel secondo caso il tasso si è attestato all’1,57%. Nel terzo caso, al 4%. Quando Barbato ha chiesto il perché di queste differenze, l’impiegata le ha risposto facendo spallucce: “Beh, perché è senatore. Una pacchia, no?”.

Già, una pacchia. Peccato sia per pochi eletti.

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