“Non sparate sul pianista” esordisce con oltre 4 milioni, ma a vincere è la noia

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presentazione del game show non sparate sul pianista

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Non sparate sul pianista è il programma di Fabrizio Frizzi, Claudio Fasulo, Giovanni Benincasa, Andrea Lo Vecchio ed Ermanno Labianca andato in onda per la sua prima puntata ieri sera alle 21,10 su RaiUno dall’Auditorium Rai di Napoli. Si tratta di una gara canora divisa in due squadre formate da tre personaggi famosi che si esbiscono accompagnati dall’orchestra diretta dal maestro Stefano Palatresi. A capitanare ogni schieramento un professionista dei pianobar. Nella prima puntata (ne sono previste quattro in tutto) le due squadre erano formate da Max Pezzali, Claudio Lippi e Fausto Leali e da Enzo Decaro, Marco Masini e Antonella Lo Coco, assieme ai due pianisti Alberto Laurenti e Michele Contesi. Inoltre era presente come ospite d’eccezione Pino Daniele, che ha proposto un brano dal suo ultimo album La grande madre in uscita il prossimo 20 marzo e un medley tratto dai suoi maggiori successo. Il compito del cantate napoletano era anche quello di interagire con il pubblico.

Il programma, ispirato al programma irlandese The lyrics board doveva essere condotto inzialmente da Carlo Conti, anche se la puntata pilota messa in onda il 4 settembre 2010 registrò soltanto 2.851.000 di telespettatori, pari ad uno share del 17,94%. A causa dei nuovi progetti lavorativi di Conti la conduzione è stata affidata a Fabrizio Frizzi. Lo scopo del gioco è quello di riconoscere alcuni brani attraverso una piccola parte del testo.

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Diciamolo subito: ne potevamo fare a meno. Se doveva essere un programma per divertire e intrattenere il pubblico il tentativo è fallito miseramente. Due ore di trasmissione non giustificano la noia di un gioco che non appassiona ed è assolutamente troppo semplice e poco originale. Non ci sono colpi di scena, nè sorprese e di certo la “casella passaggio” non ci fa sobbalzare dal divano per l’emozione. Le parole di Frizzi “clamoroso! il gioco passa alla squadra bianca” suonano quasi come “stasera ho dimenticato di comprare il latte”. Una produzione, questa, che ha il sapore un po’ del vecchio Furore e un po’ de I migliori anni. A differenza del primo Non sparate sul pianista è di una lentezza agghiacciante, mentre il secondo ha almeno avuto la capacità di riportare in auge un po’ della storia musicale nazionale e internazionale, invitando gli stessi autori a cantare sul palco. A Non sparate sul pianista tutto questo non accade. E non bastano i 4.163.000 telespettatori incollati alla tv ieri sera a promuovere il game show, comunque superato da Zelig.

La conduzione della trasmissione, poi, non ci aiuta ad arrivare fino alle 23,30 senza sbadigliare. Fabrizio Frizzi è uno dei pochi signori della televisione, ma non sembra assolutamente adatto al ruolo di traghettatore di un programma musicale come questo. Le due squadre, visibilmente improvvisate, mettono continuamente in evidenza le proprie carenze musicali. L’unica più spigliata è Antonella Lo Coco, appena uscita dal talent X-factor con un discreto successo, la quale sembra conoscere i brani (di ogni epoca, precisiamo) più di Pezzali e Leali, due che nella musica ci sguazzano da molto tempo (da notare comunque l’improvvisa perdita di intonazione dell’ex leader degli 883 che non ne infila più una). Infine, c’è da dire che lo sviluppo della trasmissione non è affatto coinvolgente. I vip si parlano addosso, a volte in un linguaggio incomprensibile che si fatica a seguire. Nel tentativo di indovinare i brani parlano confusamente mettendo una distanza incolmabile tra lo spettatore e lo show.

D’altronde se la prima puntata non aveva ottenuto il successo sperato non si capisce il motivo di metterlo nuovamente in palinsesto. Insomma, per la Rai un altro mezzo flop. Ma il buongiorno non si vede dal mattino?

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.
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