Panariello non esiste: i nuovi personaggi dall’Homo Vogue al Vaia

By on marzo 6, 2012
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text-align: justify”>Panariello non esiste Homo VogueCalato il sipario sulla prima puntata di Panariello non esiste, a casa Mediaset cominciano a fare  i conti in tasca. “Evento doveva essere, evento è stato. Con un successo che i numeri certificano inequivocabilmente, Giorgio Panariello ha festeggiato alla grande su Canale 5 il suo ritorno in tv dopo sei anni di assenza. Ritrovando da subito l’affetto di milioni di italiani con i quali ha saputo costruire nel tempo, attraverso una dura gavetta prima e i grandi spettacoli poi, un rapporto indissolubile. Il suo successo e’ il nostro orgoglio. La rete, infatti, lavora abitualmente sulle lunghe serialità, spina dorsale del palinsesto: il grande show e’ per noi un terreno inconsueto. Di conseguenza il risultato di Panariello non esiste ci rende doppiamente felici”. Avete appena letto le considerazioni di Massimo Donelli, direttore di Canale5, dopo il debutto di Panariello con il suo one man show. Stando agli ascolti Panariello si è aggiudicato la serata con grandi numeri: 6.581.000 telespettatori e uno share del 27,29% che allungano per così dire il successo del sabato sera con Italia’s Got Talent.

Se poi si considera che su Rai1 andava in onda l’ultima puntata de La Certosa di Parma, fiction Rai di grande risonanza, la vittoria è ancora più gradevole. Ma cosa ne è stato di Panariello? Lo spettacolo ha convinto? Il web è diviso sulla questione anche se a predominare sono i pareri positivi. In un altro post ci siamo già occupati dello show proposto da Panariello ma abbiamo volutamente omesso il particolare sui nuovi personaggi interpretati dal comico. Sua peculiarità, infatti, è sempre stata quella di impersonificare, tramite maschere in un certo qual modo carnevalesche, le caratteristiche di noi italiani. Ma, come abbiamo già avuto modo di notare, gli italiani di Torno Sabato sono diversi da quelli dei nostri giorni. Resta il fatto che tra accenni a vecchi personaggi, forse troppo rapidi, Panariello ci ha presentato nuove icone ironiche dell’Italia, lette tramite il suo punto di vista.

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Tanta attesa c’era attorno all’Homo Vogue: una sorta di prossima evoluzione del genere umano che, dopo l’Homo Sapiens, grazie ad anni di attenzione maniacale alla moda, si è perso tra i lustrini, i trucchi e le luci dello spettacolo. In realtà il personaggio non è altro che un travestimento al quale Panariello non ha accompagnato una vera e propria identità. Per adesso, poco convincente. Poi c’è Sirvano, detto il Vaia! Panariello ha raccontato come Sirvano sia il tipico individuo, presenza fissa nei bar. Occhiali da sole, atteggiamento coatto e tanto voglia di non fare niente. Ma se i primi due nuovi esperimenti convincono poco, più fortunato è il ballerino brasiliano, Luinji. Ma per lui ancora troppo poco spazio. Insomma, per affezionarsi a gente nuova ci vuole del tempo; ma forse è anche vero che icone come il macellaio o Pierre sono soltanto ricordi lontani.

A voi hanno convinto le nuove interpretazioni di Panariello?

About Gianrico D'Errico

Nato a Cisternino (BR) nel 1988. Laureto in Filosofia è laureando in Scienze Filosofiche a Padova. Ama le serate con gli amici (preferibilmente a casa con coperta e cioccolata calda). Da sempre lo accompagna la passione per il cinema, gli sono irresistibili le commedie nere. Diventare giornalista è una delle tante opzioni che ha appuntate sul suo taccuino delle cose da fare da grande (assieme all'astronauta e l'inventore di cose utili). Per adesso ci prova con tanta passione per la scrittura e la televisione.

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