Perchè La7 è in crisi? Pareggio di bilancio rinviato al 2014

By on marzo 30, 2012

text-align: center”>La 7 in crisi, rinviato il pareggio di bilancio

È nato il terzo polo televisivo, stanno cambiando gli equilibri televisivi e non solo. Queste frasi le hanno scritte in tanti parlando del successo di La 7. Complice l’arrivo di Enrico Mentana e il clima politico scottante la rete Telecom era riuscita raggiungere in pochi mesi risultati importanti. La rottura tra Fini e Berlusconi, il caso Ruby, la crisi economica e il governo traballante hanno fatto volare gli ascolti di una rete che poteva liberamente raccontare il paese. Il sogno però è durato poco, almeno così sembra. L’arrivo di Ruffini, della Dandini, della Guzzanti e di Fazio e Saviano a maggio e per un soffio era saltato Santoro: tutte le carte in regola per esplodere. Invece il crollo di Berlusconi e scelte sbagliate hanno portato la rete diretta da Paolo Ruffini ad un forte ridimensionamento che non è arrivato per meriti altrui visto che Rai e Mediaset non sono certo in buona salute. Partiamo dal telegiornale diretto da Enrico Mentana. Durante la crisi di governo ha toccato anche il 13% mantenendo comunque una media superiore al 10%, ora viaggia intorna all’8-9%, grandi ascolti considerato la media di rete ma una perdita dal punto di vista dello share  c’è stata. La crisi dei talk show sta inevitabilmente colpendo anche La7. Piazza Pulita con Corrado Formigli partito con il 7% divide la platea con Santoro calando al 3%. Stessi ascolti anche per Nuzzi e L’Infedele di Gad Lerner che nelle puntate dedicate agli scandali berlusconiani si avvicinava anche al 10%.

 

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Insomma manca il nemico e se i talk sono in crisi una rete che ha fatto dell’informazione il suo cavallo di battaglia è normale che ne risenta. Il problema sembra essere maggiore nell’intrattenimento. Il debutto di Un, due, tre stella di Sabina Guzzanti ha registrato il 4,4% per assestarsi attorno al 3%. Serena Dandini con The show must go off aveva debuttato con il 5% ha toccato l’1,99%. Ascolti non certo soddisfacenti. Nel caso della Dandini sono anche visibili errori della direzione. Portare un programma di seconda serata in prima serata non è semplice, collocarlo al sabato sera è sembrato un suicidio fin dall’annuncio. Pur essendo qualitativamente convincente non ha sfondato nemmeno Geppi Cucciari e il suo Gday. Si è afflosciato anche l’ascolto della Bignardi che si trova a combattere anche con Robinson di Luisella Costamagna in onda su Raitre. Una guerra tra poveri. L’esperimento di Ma anche no di Piroso la domenica pomeriggio e Mamma mia con Camila Raznovich si sono rivelati due flop. La sensazione è che La7 abbia fatto il passo più lungo della gamba cercando di inseguire i colossi come Rai e Mediaset sullo stesso terreno, dimenticando che il suo successo nasceva su un campo differente. C’è aria di crisi, Giovanni Stella, amministratore delegato Telecom se l’è presa con l’Auditel e ha annunciato che il bilancio della rete non sarà più raggiunto nel 2013 bensì nel 2014. Cosa sarà di La7? Riuscirà a risollevarsi o continuerà la crisi?

About Giuseppe Candela

Nato a Nocera Inferiore(Sa) si è laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla comunicazione politica dal titolo “Pop o Papi? Vizi privati e pubbliche virtù. L’assenza-essenza dei media”. Si sta specializzando nell’ambito televisivo. Appassionato di calcio, di politica e soprattutto del piccolo schermo, ha collaborato e collabora con tv e giornali locali. Da settembre 2009 è opinionista a “Domenica in L’Arena” su Raiuno. Ha scritto e condotto eventi che hanno avuto risonanza nazionale. Guarda con occhio critico la televisione senza nessun pregiudizio.

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