Piazza Pulita, le opposte ragioni sulla Tav: grandi opere, ma a tutti i costi?

By on marzo 2, 2012
Alessandro Sortino e la Tav

C’è un dato che parla da solo, facendo capire quale sia la vera posta in gioco nello scontro tra il Si-Tav e il No-Tav: i due principali partiti nazionali, il Pd e il Pdl che da soli in Parlamento raggiungono quasi la metà dei seggi di rappresentanza, nei tre Comuni della Val di Susa (Bussoleno, Venaus e Chianocco) vanno a stento a sfiorare il 20% dei voti regalando la maggioranza relativa al MoVimento di Beppe Grillo. Nessuno, tranne i più “ideologici” tifosi delle grandi opere, dovrebbe prescindere da questi numeri, che testimoniano ancora una volta lo scollamento tra la politica dei grandi partiti e larghe fasce di popolazione, un’allarmante contrapposizione tra governanti e governati.

Deve alzare la voce pure Corrado Formigli, ad un certo punto della trasmissione, per difendere Alessandro Sortino dai pesanti attacchi dei suoi ospiti in studio, innervositi forse dal feeling (a loro giudizio evidente) tra l’inviato de La 7 e i valsusini in lotta. Nervosismo, quindi, non solo tra i manifestanti, peraltro provati dai continui scontri nelle piazze della Valle, perché dopo il grave incidente al giovane Luca Abbà, sono in molti a chiedere almeno una pausa di riflessione. Ci sono due modelli di sviluppo, due idee opposte di progresso, come emerge proprio dai servizi che ripercorrono le tappe del progetto Tav e le relative battaglie: da una parte la valorizzazione del territorio, senza opere costose da realizzare nell’arco di decenni, dall’altra i maxi-investimenti che trasformano l’aspetto dei territori mobilitando capitali e mezzi per “modernizzare” il Paese.

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La divaricazione appare netta pure nel dibattito in studio, dove l’unità d’intenti tra Debora Serracchiani del Pd e Fabrizio Cicchitto del Pdl viene salutata con preoccupazione da chi, come Nicola Fratoianni di Sinistra e Libertà, preferirebbe una nuova fase politica con recupero delle distanze tra destra e sinistra, soprattutto sui temi fondamentali. Sfidando i malumori dei cittadini della Val di Susa collegati in diretta dai loro presidi, il giornalista Antonio Polito e il contestatissimo Mario Virano, presidente dell’Osservatorio Torino-Lione, hanno stigmatizzato poi il tono dei servizi di Piazza Pulita che rilevavano i tanti nodi irrisolti del progetto-Tav, tra tutti gli alti costi (più di 10 miliardi in vent’anni) e la scarsa rilevanza strategica a fronte del sensibile calo degli scambi commerciali in quel tratto (tesi confermata dai camionisti intervistati in loco).

Più articolato il punto di vista di Michele Boldrin, docente d’economia comunque favorevole all’opera, mentre netta è l’opposizione fatta di numeri e studi specifici da parte del professor Marco Ponti, economista attento all’analisi comparata delle opere pubbliche. C’è spazio per il ragionamento e anche per il confronto-scontro, ben esemplificato dai duelli tra chi stava in piazza e chi dallo studio poneva critiche e rimarcava distanze: “In Val di Susa non ci siete mai venuti”, uno dei rimproveri mossi agli ospiti, come Debora Serracchiani, dopo il dibattito sulle violenze nelle proteste ed il pericolo di una deriva estremista. La sintesi politica del momento arriva verso la fine della puntata, quando Corrado Formigli manda in onda la sua intervista ad uno dei protagonisti indiscussi del nuovo corso istituzionale, Pierferdinando Casini che col suo “grande centro” può vantare un’influenza decisiva nella vita politica nazionale: se la maggioranza che sostiene Monti, afferma in buona sostanza il leader centrista, volesse proseguire il lavoro liberandosi dalle ali estreme, si potranno realizzare le cose di cui il Paese ha bisogno, perché la “grande coalizione” è una “necessità non solo di oggi ma anche di domani”.

Ma saranno proprio coincidenti le esigenze del ceto politico e quelle del popolo italiano?

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

2 Comments

  1. Cercoquelloonesto

    marzo 2, 2012 at 13:21

    I partiti sono deceduti da un pezzo assieme alla democrazia.
    Hanno il coraggio di presentarsi ancora dopo decenni di disastri che hanno distrutto questo paese.
    la gente si è rotta i coglioni e con la rete le bugie non si posssono dire più!!!
    Comunque alle prossime elezioni non ho dubbi…
    MOVIMENTO 5 STELLE*****

  2. Marco

    marzo 6, 2012 at 14:35

    Ci sarebbe forse da riflettere sulla trasformazione subita dai partiti negli ultimi 20 anni, sull’onda emotiva del crollo della Prima Repubblica: come si suol dire, insieme all’acqua sporca (il consociativismo ed altri mali storici del sistema italiano) si è buttato via anche il bambino (la partecipazione alla vita politica, adesso praticamente azzerata nei partiti,ormai troppo simili a comitati elettorali).

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