Pippo Baudo conto tutti: “La Rai è moribonda, ci vorrebbe un manager alla Marchionne”

By on marzo 18, 2012

text-align: center”>Baudo: alla Rai servirebbe Marchionne. La Gasparri è una schifezza

Nei giorni in cui la Rai è al centro della discussione politica in vista della scadenza del consiglio d’amministrazione dell’azienda, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato un volto storico della televisione di Stato: sono passati solo pochi giorni dall’annuncio del suo ritorno sugli schermi, ma Pippo Baudo non ha esitato a rilasciare dichiarazioni al vetriolo al più importante quotidiano italiano. Intervistato oggi dal Corriere della Sera di Ferruccio De Bortoli, il conduttore si è tolto dalla scarpa più di un sassolino. Quasi un macigno, a ben vedere. Perchè senza mezze misure ha sparato a zero su dirigenti e politici, rei di aver distrutto la credibilità del servizio pubblico e di aver assoggettato la Rai ai poteri forti del Paese. La sua invettiva non è sfuggita a Maurizio Gasparri, autore di “una schifezza di legge” secondo il Pippo nazionale, che con questa dichiarazione si è attirato le ire del senatore.

Ma Baudo è un fiume in piena e non se la prende solo con Gasparri. A suo dire, la Rai è ormai un’azienda moribonda, senza più uno straccio di progetto culturale, seviziata dalla politica“: una dichiarazione forte, seguita da uno sfogo che merita di essere riportato tal quale, perchè rende chiaramente l’idea di quale sia il meccanismo con cui in Rai si decide la sorte di un format e delle persone che se ne occupano. “Lavoriamo tre mesi, scriviamo sei puntate – ha rivelato Baudo in merito al progetto in 6 puntate del programma di intrattenimento Mister Giallo – ad un certo punto, però, viene fuori che la Goodtime (casa di produzione del format, ndr) è di proprietà di Gabriella Buontempo, moglie di Italo Bocchino. Che, intanto, con Fini se ne è uscito dal Pdl. Così, quando il progetto arriva a Mauro Masi, berlusconiano, Masi dice no, escluso, il programma non si fa. E Mauro Mazza abbozza. Perché intanto, da finiamo che era, pure Mazza è diventato filoberlusconiano“. Insomma, una girandola di permessi e veti che rispondono esclusivamente alla logica dell’occupazione partitica del servizio pubblico.

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D’altronde, che i dirigenti Rai non siano scelti per il loro curriculum ma in base a precise scelte politiche non è certo una scoperta. E Baudo in questo senso rincara la dose: “Il direttore Mauro Mazza, un bravo giornalista del Tg2 che non sa tecnicamente nulla di spettacolo, mi propose di fare quattro puntate di Serata d’onore, dicendomi che la prima sarebbe andata in onda di sicuro, le altre sarebbero state usate per coprire qualche buco di palinsesto. A me questi discorsi?“. E no, trattasi di lesa maestà. La ricetta di Baudo per uscire dall’impasse ricalca la proposta del premier Monti di un superdirigente che funga da commissario risanatore: il conduttore invoca un manager alla Marchionne, che faccia piazza pulita dei meccanismi obsoleti che governano la Rai e la rivolti da capo a piedi.

Pur precisando di non essere un fan del dirigente Fiat (“E’ un manager che a me non piace granché per come si comporta nei confronti dell’Italia (…) però avrebbe la testa giusta per intervenire sulla Rai. Uno così servirebbe“), per Baudo Marchionne è l’esempio di managerialità efficiente da seguire per risollevare le sorti dell’azienda: “(…) L’ideale sarebbe qualcuno che conosca bene la Rai dal di dentro. Piero Angela, giustamente, ha rifiutato. Lo capisco: proponessero un ruolo del genere a me, scapperei all’estero. Noi siamo uomini da telecamera”. E alla fine la scelta cade su un nome già noto a Viale Mazzini: “Anche un tipo come Claudio Cappon andrebbe benissimo. E’ già stato direttore generale della Rai per due volte, è ancora un nostro dirigente“. A salvarsi dalle invettive di Baudo è solo Lorenza Lei, che a detta del conduttore, se lasciata libera di agire potrebbe lavorare bene per l’azienda. Bocciato senza appello invece il contestatissimo ex dg Mauro Masi: “Lorenza Lei è lì da pochi mesi, ma ha pur ereditato un’azienda, letteralmente, a pezzi. Il suo predecessore, Mauro Masi, è stato il peggior direttore generale nella storia della Rai.Tutta l’azienda, però, è ormai farcita ad ogni livello di personaggi incapaci, messi lì dalla politica”. E come dargli torto.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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