Pomeriggio Cinque e La vita in diretta: la tv non sa raccontare l’omosessualità

By on marzo 20, 2012

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Lucio Dalla e la sua omosessualità dichiarata da Lucia Annunziata, 7 ragazzi gay picchiati in una discoteca di Luino – provincia di Varese – per via del loro orientamento sessuale da due buttafuori e la Corte di Cassazione che accoglie l’istanza di una coppia di Roma a far riconoscere come valido anche nel nostro Paese il proprio matrimonio celebratosi a L’Aia: questa curiosa congiunzione astrale ha favorito la copiosa presenza di discussioni a tema all’interno dei cosiddetti programmi di infotainment come La vita in diretta o Pomeriggio Cinque, ma ancora una volta, mentre la sfera del diritto compie dei passi da gigante, la tv ne fa sempre altrettanti indietro.

Ieri a La vita in diretta, nel giorno della festa del papà, il contenitore di Marco Liorni ha mostrato un servizio con protagonista un giovane picchiato ripetutamente dal proprio genitore dopo avergli rivelato la propria omosessualità. L’Italia purtroppo non è nuova a questi casi di cronaca, ma occorre dare atto alla tv generalista di aver finalmente aperto un varco nell’odioso oscurantismo degli anni passati. Un’occasione d’oro rovinata dal triste dibattito in studio: purtroppo Rai e Mediaset sono accomunate dalla cattiva abitudine di invitare come commensali di un pasto così luculliano come questo due personaggi completamente opposti come Alessandra Mussolini nel ruolo della strega cattiva e Anna Paola Concia, unica lesbica dichiarata in Parlamento e onorevole del Pd.

Nonostante il grande impegno della Concia su questi temi, l’ex professoressa di educazione fisica di Avezzano fa quello che può, dal momento che finisce sempre per sbraitare con la dirimpettaia più avvezza ai salotti televisivi e abile invocatrice dell’applauso. Sia chiaro, non è facile per un attivista arrivare al pubblico della tv del pomeriggio, ma l’impressione è che il problema risieda nell’incapacità della televisione nel raccontare la realtà omosessuale italiana.

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Magari non tutti l’avranno notato, ma Pomeriggio Cinque ha il vizio di cucinare un minestrone sgradevole: viene picchiato un ragazzo in quanto gay e interviene il cattolico a criticare il matrimonio omosessuale. Stesso discorso vale per La vita in diretta: caso di omofobia a Luino e la Mussolini invece di denigrare condanna le adozioni per una conviventi dello stesso sesso, ingenerando nel povero telespettatore una confusione immane. A che pro occorre salire di un gradino nell’ambito della discussione di una tematica così delicata?

Che motivo c’è di includere altri aspetti del mondo gay quando si sta parlando di una coppia pestata al Gay Village? Quando si parla di gay il fuori tema è sempre in agguato.Non ho nulla contro i gay, ma guai a vedere un Pride” – pare di recepire a volte come messaggio, senza che in quell’occasione ne si presenti un nesso.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

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