Presadiretta, Fabbrica Italia: l’involuzione del sistema industriale

By on marzo 5, 2012

text-align: center”>Videocon la mobilitazione dei dipendenti

Continuano le indagini a tutto tondo di Presadiretta di Riccardo Iacona, andata in onda ieri sera su Rai Tre alle 21,30 con l’inchiesta dal titolo Fabbrica Italia per un racconto a più voci di Riccardo Iacona, Giovanna Botteri, Vincenzo Guerrizio, Liza Boschin e Alessandro Macina che ha messo in evidenza la crisi del sistema industriale del nostro Paese. Tra i mancati pagamenti della pubblica amministrazione, le banche che non concedono più credito e l’aumento dell’imposizione fiscale dello Stato, molte aziende sono letteralmente stritolate da questo circolo vizioso in cui sono all’ordine del giorno la chiusura degli stabilimenti e i fallimenti.

Siamo attualmente 7 miliardi sul pianeta Terra e se qualche anno fa  il sistema della globalizzazione aveva favorito i paesi occidentali comportando maggiore ricchezza e prosperità e regalando benessere e lavoro, oggi, alla luce della crisi economica assistiamo ad una veloce e progressiva inversione di tendenza in cui i paesi “in via di sviluppo”, come si era soliti definire alcuni paesi dell’Asia come la Cina e l’India, dell’Africa e del Sud America, stanno letteralmente sostituendosi sulla sfera economica ai paesi occidentali con la voglia e i sacrifici di chi ha necessità di uscire dalla fame e guadagnarsi una minima possibilità di vivere una vita dignitosa. E questo comporta immancabilmente una propensione a lavorare a tutti i costi, in condizioni di vita spesso poco dignitose e con salari da fame che però sono già qualcosa rispetto a qualche anno fa.

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Questo il Sistema Mondo in cui i paesi occidentali della vecchia Europa si trovano ad operare, soprattutto nel settore secondario in cui è cronaca di tutti i giorni lo spettro della delocalizzazione e della conseguente chiusura incondizionata di stabilimenti comportando mobilità, cassa integrazione e dunque l’impossibilità di avere un futuro così come era stato vissuto pienamente un passato fatto di boom economico e lavoro. E proprio indagando su queste realtà che il servizio andato in onda ieri sera su Rai Tre di Presadiretta ha messo in evidenza una crisi che non è soltanto industriale ma è la crisi di un sistema ormai esautorato che non permette più a tutti la possibilità di avere tutto proprio perché è questa tipologia di sistema di sviluppo globalizzato che è destinata ad esaurirsi con una inevitabile battuta d’arresto. Le telecamere di Presadiretta hanno dunque fotografato le realtà critiche del nostro Paese, prima fra tutti la Fiat e la mobilitazione degli operai alla luce delle dichiarazioni di Marchionne che al Corriere della sera  è stato chiaro: se non si riuscirà a vendere le automobili negli Stati Uniti sarà costretto a chiudere due stabilimenti su cinque in Italia.

Da Torino a Pomigliano fino a Detroit capitale americana dell’auto in cui anche lì si sta assistendo ad un ridimensionamento di salari nonostante il benessere e gli alti stipendi che erano stati garantiti fino a qualche tempo fa dalle aziende grazie al potere del sindacato delle automotive. Specchio di questa Italia allo sbando nel settore economico industriale è senz’altro la ex Videocolor di Anagni, che è stata comprata dagli indiani  della Videocon che però hanno in poco tempo smantellato lo stabilimento del frusinate, un tempo fiore all’occhiello del sistema economico della Ciociaria nella produzione di televisori, appropriandosi dei prestigiosi brevetti della Thompson e tornando in India lasciando i 1300 operai dell’indotto in cassa integrazione.

Presadiretta ha quindi realizzato un reportage in India in cui la famiglia Dhoot, proprietaria della Videocon,   risulta tra le più ricche del Paese e nonostante abbiano rifiutato di rilasciare dichiarazioni a Presadiretta, il reportage ha messo in risalto il fatto che “il delitto premeditato” degli Indiani era quanto mai ovvio e che gli stessi non avevano fin dall’inizio alcuna necessità di spostare il mercato in Italia essendo quello Indiano in forte crescita. Il servizio su Bombay infatti ha sottolineato la grande ricchezza, contrapposta all’enorme povertà degli operai, veri e propri ostaggi di un sistema produttivo in cui loro, con i loro salari bassi e la manodopera 24 ore su 24  ne rappresentano il motore pulsante.

E così mentre in Italia i dipendenti si ribellano a queste chiusure invocando una protezione da parte dello Stato, sono proprio le Istituzioni ad essere cieche, sorde e poco lungimiranti permettendo ai Paesi stranieri di rastrellare competenze, marchi e brevetti in una vera e propria “colonizzazione lampo” per poi esportare tutto nel loro paese, senza  alcuna conseguenza e senza assumersi nessuna responsabilità. E’ la logica del profitto ad ogni costo, quello che nel corso della storia ha caratterizzato il sistema capitalista, che ha preso la strada ormai di altre mete, lasciando l’Europa e soprattutto l’Italia preda di questo far west senza controllo in cui si tende a vivere, presente dopo presente senza la prospettiva di un domani per un nuovo sistema di sviluppo che possa soppiantare il veloce declino industriale in cui siamo ormai tutti attanagliati.

 

 

 

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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