Privatizzazione Rai, Catricalà è favorevole: “Una rete ai privati e le altre due come servizio pubblico”

By on marzo 6, 2012
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text-align: center”>Catricalà a Sky Tg24: sì alla privatizzazione di una rete Rai

Privatizzazione sì, privatizzazione no. In Rai e fuori dalla Rai se ne parla ormai da anni: il buco milionario nel bilancio della tv di stato e la strutturale dipendenza politica del settore, sbandierata come il peggiore dei mali talvolta da destra, più spesso da sinistra, hanno sempre portato la discussione pubblica intorno a Viale Mazzini a parlare di una possibile privatizzazione, in parte o del tutto, del servizio pubblico radiotelevisivo. La scorsa settimana era stata l’Europa a suggerirci questa strada: calando dall’alto una delle sua ricette anticrisi, l’Ocse aveva suggerito all’Italia, nel rapporto sulla crescita mondiale, di privatizzare i settori strategici di trasporti, energia, servizi e comunicazioni. E subito il pensiero corre alla Rai. In effetti già la legge Gasparri, confluita nel Testo unico sulla Radiotelevisione attualmente in vigore, contiene un progetto di privatizzazione integrale e di trasformazione della società in una public company, ma il complesso percorso delineato dalla legge non è mai stato intrapreso.

E’ pur vero che con il nuovo governo qualcosa potrebbe cambiare: il presidente del Consiglio Mario Monti ha più volte dichiarato di voler mettere mano sull’assetto dell’azienda. A chiamarlo in causa direttamente era stato proprio il presidente Rai, Paolo Garimberti, che in un’accesa audizione in Commissione di Viglianza, aveva rivelato di aver chiesto l’esplicito intervento del governo per cambiare la governance di un’azienda ormai ingestibile. Ieri sulla questione si è espresso un autorevole membro del governo, prefigurando un’apertura sull’ipotesi di privatizzazione suggerita dall’Europa. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Antonio Catricalà (in foto, ndr), intervistato a SkyTg24 da Maria Latella, si è detto favorevole ad una cessione parziale ai privati: ”Una rete Rai privatizzata avrebbe il suo senso, affidando naturalmente alle altre due reti un servizio pubblico efficiente privo della pubblicità”.

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Quando ero presidente dell’Antitrust – ha aggiunto Catricalà, a capo dell’Autorità garante dellla concorrenza dal 2005 al 2011 – dicevo che una rete Rai andava privatizzata perchè questo avrebbe portato più concorrenza. Ora vesto panni diversi, ma anche se fossi un cittadino senza responsabilità politiche, penso che il progetto avrebbe il suo senso“. Il sottosegretario ha specificato che i tempi sarebbero necessariamente molto lunghi: “Non è un disegno che può essere realizzato nel nostro breve periodo di permanenza al governo” perchè il mandato dell’esecutivo tecnico scade il prossimo anno. Va da sè che attuare un processo di privatizzazione richiede la volontà politica dei rappresentanti in Parlamento, senza la quale l’esecutivo Monti intraprenderebbe un progetto destinato al fallimento. Accetteranno i partiti di perdere il loro feudo preferito?

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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