Quarto Grado: anticipazioni della puntata di stasera. Il processo a Parolisi e la scomparsa di Roberta Ragusa

By on marzo 23, 2012

text-align: center”>A Quarto grado il caso di Melania Rea: anticipazioni

Quarto Grado è l’appuntamento settimanale con la cronaca nera più amato dai telespettatori della televisione generalista: il programma targato Videonews, a cura di Siria Magri e condotto da Salvo Sottile (in foto, ndr), ha sempre confermato ottimi risultati in termini di audience. Dopo il varietà di Rai1 e il sempreverde Zelig su Canale5, Quarto grado conquista stabilmente la medaglia di bronzo negli ascolti tv, facendo di Retequattro la terza rete più vista del venerdì sera. E puntuale anche stasera, in diretta dal centro Palatino di Roma alle 21.10, Salvo Sottile e Sabrina Scampini condurranno una nuova puntata dedicata ai gialli italiani che più hanno attirato l’attenzione del pubblico.

Stasera tanti saranno i casi analizzati dai due giornalisti insieme agli ospiti in studio: si partirà con la vicenda del giovane Fabrizio Pioli, scomparso da Gioia Tauro esattamente un mese fa senza lasciare traccia. Le indagini sembrano arrivate ad una svolta grazie al ritrovamento della macchina, incenerita, con cui l’uomo era solito recarsi al lavoro: gli inquirenti hanno disposto accertamenti sul veicolo alla ricerca di indizi utili al ritrovamento dell’operaio trantottenne. E c’è anche un’altra scomparsa su cui sono arrivati aggiornamenti importanti: si tratta di Silvana Pica, la traduttrice di cinquantasette anni scomparsa lo scorso gennaio dalla sua casa di Pescara. In questi giorni, la borsetta della donna è stata ritrovata da un pescatore lungo un fiume, un indizio certamente non confortante, che fa temere per la sorte della donna. Come sempre, non mancheranno aggiornamenti sulla vicenda Rea-Parolisi

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Ad una settimana dell’inizio del processo a Salvatore Parolisi, Salvo Sottile farà il punto sulla condizione giudiziaria del caporalmaggiore imputato per l’omicidio della moglie Melania: a difesa ha presentato un supertestimone le cui rivelazioni potrebbero cambiare il corso del dibattimento. Nel corso della puntata ci sarà spazio anche per il caso della scomparsa di Roberta Ragusa, la donna sparita da San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, il 14 gennaio scorso. Già la scorsa settimana Sottile aveva spiegato come le indagini siano concentrate sulla vita privata del marito della donna, Antonio Logli, indagato per omicidio volontario: in particolare, il suo celllulare ha confermato l’esistenza di un’amante, e nuovi indizi potrebbero emergere dall’esame della memoria del navigatore satellitare Gps, in modo da ricostruire i movimenti della sua auto la notte della scomparsa.

Sottile tornerà ad occuparsi anche di due vecchi casi: l’omicidio di Katy Skerl, la diciassettenne strangolata a Roma ventotto anni fa, e il giallo di Simonetta Cesaroni, poichè i consulenti della Corte d’assise d’Appello, chiamati a chiarire le cause della morte della ragazza, hanno stabilito che la ferita ritrovata sul suo seno non sarebbe un morso, come ipotizzato finora. L’appuntamento con Quarto Grado è per stasera alle 21.10 su Rete4.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

3 Comments

  1. Elena memu

    marzo 23, 2012 at 20:12

    Siete tutti bravissimi.i miei complimenti per come vi date da’ fare per aiutare tanta gente.con tanta admirazione vi seguo dala spania.elena

    • Claudia Gagliardi

      marzo 23, 2012 at 21:38

      Grazie Elena. E’ molto bello sapere che ci segui anche dall’estero 🙂

  2. Celso Vassalini

    maggio 25, 2012 at 19:00

    Complimenti e buona Trasmissione.
    Mentre ancora metabolizzavo della clamorosa sentenza sulla strage di Piazza della Loggia dove allora lo Stato non seppe proteggere i suoi figli adulti seppelliti senza verità. Nell’apprendere la notizia del tragico pensavo ancora una volta non siamo stati in grado di proteggere i nostri ragazzi dalla volontà assassina che ha prescelto, con logica disumana, ragazzi inermi come bersaglio. Se il nostro Paese (e intendo gli individui che popolano questo nostro Paese) avesse bisogno di verità, la verità si sarebbe trovata, non solo nei suoi aspetti genericamente politici, ma anche nei suoi aspetti materiali (i colpevoli: una categoria che manzonianamente com-prende i peccatori e gli istigatori al peccato. Gli esecutori e i mandanti). Il tempo per trovare la verità c’era e ci è stato con¬cesso. La mia generazione avrebbe potuto smetterla di vivere di rimpianti (le marce, le assemblee ver-bose, la rivoluzione permanente, gli hasta siempre, i titanici assalti al cielo). Avrebbe potuto compiere un passo: andare alla ricerca –per quanto è umanamente possibile– della verità. In modo accanito, permanente, radicale, ininterrotto. Non è stato così, se non in modo superficiale. La nostra esperienza, evedentemente, non è stata per noi così importante. E se una generazione dimostra di non nutrire interesse per la propria esperienza, vuol dire che non ha interesse per nessuna altra esperienza umana. Non ha bisogno di verità. Piazza della Loggia è metafora di una ferita che segna la mia generazione e che è destinata a non rimarginarsi mai. Mi sento percorso da emozioni che fatico a tenere a bada. La sentenza su Piazza della Loggia è metafora di una realtà che ha segnato una generazione e gli individui che la compongono (una generazione è composta da individui, dopotutto, e que-sto non dobbiamo mai scordarlo). E’ la prima volta che viene colpita una scuola”, ”un segnale che loro, i criminali, ci sono ancora”. Dal mondo dei giovani e dell’istruzione, si sottolinea infatti, ”sono nati i veri, grandi movimenti di orgoglio e di lotta contro la passività delle generazioni precedenti’. Un attentato con il quale è stato colpito il simbolo dell’innocenza”. Si è arrivati a colpire la scuola, il simbolo dell’innocenza e della voglia di progresso. E’ una situazione che non desta solo preoccupazione, fa piombare nell’angoscia. E prevale un sentimento di rabbia per giovani vite innocenti strappate. Rispetto ad azioni di tale entità, non è accettabile che si possa morire da innocenti mentre si raggiunge la scuola, il luogo del sapere. E’ evidente l’intenzione di ammazzare delle vittime innocenti, adesso è il momento di reagire in maniera unanime e compatta, senza retorica. Urge reagire per porre fine ad ogni azione violenta ed illegale. E’ necessario continuare nell’azione antimafia soprattutto tra le giovani generazioni. Dobbiamo risvegliare le coscienze e tenere sempre alta la guardia. La mafia teme più un maestro di scuola che cento carabinieri, diceva il giudice Caponnetto, l’attentato di oggi ne è la dimostrazione. Nessun colpevole! Nessun colpevole! Nessun colpevole!. Il ritornello della giustizia formale si ripete nelle aule dei tribunali, dove da quasi 40 anni si cerca di scoprire i mandanti e gli esecutori delle “Stragi di Stato”, che hanno insanguinato il nostro paese, procurato morti, feriti e dolore. Che hanno impedito il regolare corso della democrazia in Italia, bloccando per oltre due decenni qualsiasi cambiamento nei vertici del potere politico e istituzionale. Nel profondo di una crisi economica, sociale, politica e culturale, quest’ennesimo schiaffo al popolo italiano suona come una beffa, un insulto alla razionalità e alla “verità popolare. Ricordo e porto nel mio cuore la testimonianza del Beato Papa Giovanni Paolo II “Mafiosi pentitevi, verrà il giorno del Giudizio di Dio”. Alzò la sua voce possente dalla collina di Agrigento contro il maleficio storico che affligge questo Paese che lui amava, questa Paese che lo emozionava per i suoi contrasti, per la sua natura resa matrigna dalla mano dell’uomo, per quegli uomini che sapevano non arrendersi. Ed in ogni occasione seppe toccare tutti noi. Le sue visite furono vissute tra la gente e per la gente, compromesse con le tragedie ed i mali antichi e moderni di questo popolo. Seppe perdonare con dolcezza e tuonare, come Gesù nel Tempio, contro il tumore inarginabile. Abbracciò i genitori del giudice Livatino pronunciando una frase di indiscutibile laicità “Non posso non ricordare i figli d’ Italia caduti per affermare gli ideali di giustizia e di legalità”. Giustizia e legalità su questa terra, ora, in questa vita terrena e non nel regno dei cieli. Un’umana esigenza, poco trascendente, ma dalla quale deve sempre passare la strada per il Paradiso dei cristiani. Grazie al Beato Papa Giovanni Paolo II Giustizia e legalità, ancora una volta e per sempre riaffermate come irrinunciabili valori civili. Ridiede vita al celebre discorso “Sagunto espugnata” che il cardinale Pappalardo aveva pronunciato davanti alla bara di Dalla Chiesa. In questa terra l’Italia che amava seppe essere violento con chi di violenza e sopruso campava, non negò il perdono a chi si fosse convertito nel corso della vita terrena, nulla concesse ai mafiosi che inchiodò con il perentorio “Mafiosi pentitevi, verrà il giorno del Giudizio di Dio” puntando il suo indice accusatorio. Ogni mattina ho l’onore di passare da Piazza della Loggia ricordando piazza Fontana, la stazione di Bologna, a Capaci, oggi Ancora una volta non siamo stati in grado di proteggere i nostri ragazzi arrivederci Uomini e Donne senza verità… ciao Melissa. Perdonaci se quelli della mia generazione non siamo stati capaci di tutelarti.. perdonaci.
    Celso Vassalini
    Brescia

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