Quelli che il calcio, la padronanza dell’inglese trasforma Victoria Cabello nell’anti-Canalis

By on marzo 18, 2012

text-align: center”>Victoria Cabello su Rai2

“Elisabetta, come si dice Taxi Driver in inglese?”; “Taxi Driver”. E’ quello che chiedeva Gianni Morandi ad una Elisabetta Canalis improvvisatasi intervistatrice del malcapitato Robert De Niro al Festival di Sanremo 2011. In quell’occasione l’ex velina di Striscia la notizia sfoderò una imbarazzante padronanza dell’inglese, nonostante tutti la dessimo come acquisita dal momento che i mass media non perdevano occasione per strombazzarla come compagna dell’attore hollywoodiano George Clooney, l’altro giorno arrestato per le sue proteste contro le violenze in Sudan. Qualche mese dopo Sanremo i due si sono mollati, ma lei ha continuato imperterrita a frequentare lo showbiz a stelle e a strisce prendendo parte al Ballando con le stelle statunitense, peraltro venendo eliminata alla seconda puntata.

Tornata dopo un anno sul luogo sanremese del delitto, Elisabetta per fortuna non ha avuto modo di interloquire con un super-ospite staniero: più saggio ricorrere all’interprete Olga, anche se risulta strano come tra tutta Rai e Mediaset ce ne sia solo una. Ma veniamo al cuore della questione: secondo i linguisti l’inglese rappresenta la terza lingua più parlata al mondo, dopo il cinese – ma è normale, il Paese contava a luglio 2011 1,336,718,015 abitanti – e l’hindi-hurdu – la parola gimkana ha proprio questa origine. Nonostante la medaglia di bronzo, l’inglese è l’idioma più studiato al mondo, è un requisito essenziale per il mondo del lavoro, è il linguaggio universale dell’informatica, eppure in televisione sono ben pochi i conduttori capaci di parlarlo con sicurezza.

Nemmeno un mostro sacro come Pippo Baudo, oggi su tutti i giornali per aver definito la Rai “moribonda”, ha ritenuto opportuno imparlarlo nemmeno quando a Sanremo 2003 si parlò di un flirt con Sharon Stone. E come dimenticare i continui grossolani cinguettii di Simona Ventura, in trasferta oltreoceano per il suo “Simona goes to Hollywood” (quel”Pretty Whoman” è un insulto a Julia Roberts).

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Per fortuna che come in ogni ambito, anche la televisione presenti le sue felici eccezioni: al di là del fatto che sia nata da padre italiano e madre inglese, Victoria Cabello di Quelli che il calcio è da prendere assolutamente a modello per lo sfoggio di un inglese eccellente con l’ospite musicale di turno (oggi è stata la volta della cantante Lisa Hannigan e dell’artista serba Marina Abramovic). Decisiva la gavetta ad Mtv, ma sarebbe cosa buona e giusta che le maestranze della tv generalista concentrino le loro energie in questa direzione, oltre a venir insegnato nella scuola per conduttori Rai che auspica Lorenza Lei. Altrimenti rischiamo di rimanere confinati in uno spiacevole provincialismo.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

One Comment

  1. martigna

    febbraio 18, 2014 at 03:58

    Più che la gavetta a MTV, è stato decisivo il fatto che Victoria è a tutti gli effetti madrelingua, visto che uno dei suoi genitori è inglese e lei ha vissuto in Inghilterra!

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