Recensione seconda parte de “Il sogno del maratoneta”: miniserie convincente, bravo Lo Cascio

By on marzo 20, 2012

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Si è conclusa la miniserie “Il sogno del maratoneta” andata in onda domenica e lunedì su Raiuno. La prima puntata  non ha ottenuto ottimi ascolti e si è fermata a 4 milioni e il 15% di share, ascolti sotto la media di rete e sotto lo standard degli ascolti delle fiction targate Raiuno. Mai come in questo caso viene da dire Auditel infausto. Già la prima puntata aveva convinto e il fil rouge è proseguito nella seconda parte. La miniserie ripercorre la storia di un grande campione dell’atletica, Dorando Pietri passato alla storia per la sua “non vittoria” alle Olimpiadi di Londra del 1908. La qualità della fiction è superiore alla media. Oggi si parla di Dorando Pietri perché vide sfumare l’agognato trionfo alle Olimpiadi a causa di una squalifica. Ad un passo dal traguardo, allo stremo delle forze, Pietri accettò l’aiuto di alcuni giudici e per questo fu privato dell’oro.

La prima puntata della miniserie, prodotta dalla Casanova production di Luca Barbareschi, si è conclusa con Dorando (Luigi Lo Cascio) che riceve la piacevole notizia, sarà lui a rappresentare l’Italia alle Olimpiadi di Londra  del 1908. La seconda parte riparte da qui. L’ingresso nello stadio, la fatica, un pubblico che lo sostiene e poi la beffa che trasforma la vittoria in una sconfitta. Il colpo ricevuto è duro. Riprende la sua vita negli Stati Uniti dove è in tourneé  grazie al poco chiaro Johnny Grieco. In America ritrova Luciana(Laura Chiatti) che era fuggita con il suo bambino. Per salvare il bambino di Luciana, rapito da Grieco, Pietri perde le gare per fargli intascare i soldi delle scommesse.

fabio-fulco

Dopo aver salvato il bambino Dorando decide di tornare nella sua Carpi e di ricominciare la sua vita con Teresa(Dajana Roncione). Dorando si ritrova di nuovo, finalmente, con Pericle(Fabio Fulco). La miniserie, liberamente ispirata al romanzo omonimo di Pederiali, ha convinto in pieno. Ottima la narrazione che accompagna lo spettatore,  senza annoiarlo e non lasciando mai tempi morti. Le musiche scandiscono e sottolineano le immagini in maniera elegante. La regia, affidata a Leone Pompucci, è promossa per lo stile e per la scelta delle inquadrature. Pompucci riesce ad ottenere il massimo dai i suoi attori.

Il livello di recitazione è molto alto. Luigi Lo Cascio, perfetto per la parte, dimostra tutta la sua bravura complice anche la passione per l’atletica. Sfrutta benissimo il dialetto carpigiano pur essendo siciliano. Bravo ed emozionante anche Alessandro Haber, le due protagoniste femminili non eccellono ma nemmeno deludono. Montale scriveva “Amo l’atletica perché è poesia”, questa fiction è per la Rai sicuramente un ottimo modo per presentarsi alle Olimpiadi di Londra 2012.

About Giuseppe Candela

Nato a Nocera Inferiore(Sa) si è laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla comunicazione politica dal titolo “Pop o Papi? Vizi privati e pubbliche virtù. L’assenza-essenza dei media”. Si sta specializzando nell’ambito televisivo. Appassionato di calcio, di politica e soprattutto del piccolo schermo, ha collaborato e collabora con tv e giornali locali. Da settembre 2009 è opinionista a “Domenica in L’Arena” su Raiuno. Ha scritto e condotto eventi che hanno avuto risonanza nazionale. Guarda con occhio critico la televisione senza nessun pregiudizio.

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