Recensione Troppo Amore: il primo appuntamento della collana Mai per amore

By on marzo 28, 2012

text-align: justify”>È andato in onda ieri sera in prima tv su RaiUno il primo dei quattro appuntamenti della collana Mai per amore, una produzione Rai Fiction, in coproduzione con Ciao Ragazzi, che ha deciso di dedicare quattro prime serate per la messa in onda, sulla rete ammiraglia della televisione pubblica, di altrettanti film che raccontano il tema legato alla violenza sulle donne, cercando di scoprire quali siano le ragioni e le cause, che portano, ancora oggi, a considerare le donne, fin troppo spesso, solo come vuoti corpi da usare, sottomettere e violentare, anche in società come la nostra, che amano definirsi civili e all’avanguardia. In queste serate, vedremo susseguirsi quattro storie d’autore, firmate da Liliana Cavani, regista del film andato in onda ieri sera dal titolo “Troppo amore”, Marco Pontecorvo e Margarethe Von Trotta, che con la loro arte racconteranno televisivamente uno degli orrori che si annida nella nostra società. Il tv movie di Liliana Cavani, che ha collaborato fattivamente alla stesura della sceneggiatura con Angelo Pasquini e Roberto Tiraboschi, ha rappresentato il primo di questi quattro appuntamenti. Il film ha affrontato il tema dello stalking, ritenuto un reato nella nostra bell’Italia solo da un paio d’anni, e quindi solo da allora perseguibile penalmente, e quello della violenza ai danni delle donne.

scena dal film Troppo amore

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scena dal film Troppo amore

La storia raccontata è quella di Livia, nell’interpretazione di Antonia Liskova, una studentessa universitaria divisa tra lo studio e il lavoro. Nel corso della sua vita, la giovane incontra Umberto, affascinante professore universitario sulla quarantina, che avrà il volto di Massimo Poggio: i due si corteggiano e instaurano una relazione intensa che li travolge fin dalle prime battute. Umberto però, pian piano cerca di modellare l’identità di Livia a suo piacimento, decidendone carriera e amicizie, ed intervenendo sempre più nelle sue decisioni. Spesso la trasformazione è quasi impercettibile, ma alla fine la giovane donna si ritrova in una gabbia dorata, che seppur bella talune volte, si rivela pur sempre una gabbia. Quando Livia si accorgerà che quello di Umberto è un amore malato ed ossessivo, un amore totalizzante nel suo desiderio di possedere completamente la donna conquistata, sarà troppo tardi perchè da compagno affettuoso Umberto si trasformerà lentamente nel carnefice di Livia, seguendola ovunque e precludendo alla giovane la possibilità di una vita normale.

Gli episodi che seguiranno nelle prossime settimane, che saranno trasmessi sempre su RaiUno, sono La fuga di Teresa di Margarethe Von Trotta, Ragazze in Web e Helena e Glory, entrambi diretti da Marco Pontecorvo, incentrati rispettivamente sulla violenza via rete e sul racket della prostituzione. Dal canto nostro, possiamo dire che siamo stati ben lieti di accogliere sui nostri schermi tutta questa fiction e questa finzione televisiva se questa serve ad entrare nelle case e a scuotere gli animi e le menti dei telespettatori dal torpore che li imprigiona. Magari questi film arriveranno anche alle ipotetiche vittime che non hanno ancora avuto il coraggio di uscire allo scoperto, con la speranza che vedere sul video materializzato ciò che vivono nella quotidianità della loro casa possa dare loro la forza per denunciare i loro carnefici.

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