Report alle sbarre: saranno vietate registrazioni non autorizzate. Renato Brunetta sollevò la questione

By on marzo 15, 2012
Report Milena Gabanelli

Report ha dovuto subire pressioni e querele, dovendo resistere ad un sistema politico avverso al giornalismo d’inchiesta. Il motivo è semplice: quasi tutti i potenti hanno qualcosa da nascondere. Di giornalismo d’inchiesta in Italia se ne sente parlare davvero poco: se alla sexy barista, ai locali a luci rosse e alle agenzie truffaldine ci pensa il Gruppo del Biscione con il programma cult di Italia1 “Le Iene”, ai problemi politico-economici che avviliscono il nostro paese, non può che occuparsene quella macchina da guerra che è “Report”, capitanato dalla giornalista Milena Gabanelli. Prima la tutela legale dei giornalisti di “Report” messa in discussione (la giornalista non avrebbe mai potuto accettare tali condizioni, ndr), ora sempre arrivare la stangata finale per Report: potrebbero essere vietate le registrazioni non autorizzate in casa Rai.

Nella “Carta dei doveri e degli obblighi degli operatori del servizio pubblico” – che sarà approvata a breve dal Cda Rai – sarà indicato che i giornalisti Rai dovranno chiedere l’ autorizzazione ai diretti interessati prima di attivare registrazioni video ed audio. Una norma ineccepibile, potrebbe dire qualcuno. Una norma paradossale, ribattiamo noi. Così si uccide il giornalismo d’inchiesta. Come può un giornalista chiedere il permesso ad un criminale o al “furbetto del quartierino” se può registrare o meno le sue nefandezze? Chi sarebbe quel folle che acconsentirebbe a farsi sputtanare in prima serata su un canale Rai? La risposta è scontata: tutto quello che non deve essere detto, tutto quello che fa scalpore non verrà mai più detto. Dal giornalismo d’inchiesta al giornalismo d’ufficio stampa. La polemica nasce da Renato Brunetta, ex Ministro della Pubblica Amministrazione.

milena-gabanelli-giornalista

Brunetta infatti era stato registrato da un giornalista di Report che lo aveva contattato telefonicamente, senza chiedergli l’autorizzazione. Così il pidiellino aveva reagito pubblicamente: E’ lecito legalmente e deontologicamente, chiamare al cellulare una persona, per giunta un parlamentare, da parte di un giornalista del servizio pubblico, e registrare la telefonata senza avvertirlo, senza chiedergli l’autorizzazione? È questa la correttezza nell’acquisizione delle informazioni cui ogni buon giornalista dovrebbe attenersi?”.“Per giunta un parlamentare” specifica l’ex Ministro: perchè, se al posto suo ci fosse stato un muratore l’indignazione non sarebbe stata lecita?O forse ha dimenticato che un politico, essendo stato eletto dal popolo, dovrebbe dare conto tempestivamente e pubblicamente della propria attività?

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