Servizio Pubblico del 22 Marzo: Mani Pulite ha fallito?

By on marzo 23, 2012
La puntata del 22 marzo di Servizio pubblico Mani pulite

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E’ andata inonda ieri sera 22 marzo una nuova avvincente puntata di Servizio Pubblico, che dopo le stragi di Capaci e Via D’Amelio della scorsa settimana è tornata a parlare e discutere con retroattività di un’ ulteriore vicenda legata alla storia contemporanea italiana: il caso Mani Pulite. Era 1992 quando l’Italia fu scossa da un giro di mazzette e corruzione che portò politici apparentemente insospettabili e imprenditori altolocati in manette. Sembrava che da quell’esperienza saremmo usciti migliori, purificati e consapevoli, ma oggi a distanza di 20 anni pare che la situazione sia di gran lunga peggiorata. Perché Mani Pulite non ha rappresentato per l’Italia un punto di svolta? Possiamo veramente dire che ha fallito?

In studio con Michele Santoro si sono intervallati i commenti del vecchio pool di Mani Pulite con Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo insieme all’europarlamentare Clemente Mastella. Il punto focale della puntata era analizzare con la lente di ingrandimento questo fatto epocale e capirne l’evoluzione assieme a coloro che erano stati i protagonisti delle inchieste giudiziarie. Dal pessimismo-realismo di Gherardo Colombo, all’acceso giustizialismo di Di Pietro alla saggia lucidità di Piercamillo Davigo è uscito fuori un ritratto piuttosto variopinto della nostra contemporaneità. E’ venuto fuori che dopo mani pulite e già prima, si è assistito al lento deperimento dei partiti e soprattutto delle ideologie, che probabilmente erano già carenti di significato altrimenti non saremmo mai arrivati a una simile inchiesta.

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E che oggi, alla luce delle tangenti lombarde e quelle della cricca denunciate da Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’imprenditore pentito intervistato da Sandro Ruotolo, la situazione pare irrimediabile. Come è stato sottolineato dagli ex pm c’è bisogno di una legge che punisca severamente la corruzione, unico modo per combatterla e unico modo per far ripartire l’Italia, che , come ha sottolineato Di Pietro, “di certo non resusciterà con la riforma dell’articolo 18”.

Se la nostra democrazia è già in crisi da tempo, e la situazione non cambia né con Governi politici né con Governi tecnici, c’è bisogno di educazione (appoggiando la tesi di Gherardo Colombo) ma anche di una legislazione forte che impedisca alla politica di rimanere impunita nonostante la delinquenza dilagante che l’ha ormai letteralmente sommersa. Forse, oggi più che mai c’è bisogno di rigore e intransigenza, ma non nei confronti dei poveri lavoratori bensì verso quella classe politica parassitaria, che non conosce più il senso della misura. Forse questa la differenza tra il prima di Mani pulite e il dopo,  e forse è proprio questo il momento di recidere questo male sociale che sta portando l’intera Italia ad un punto di non ritorno, affiancata dalla “compagna di merende” Grecia.

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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