Servizio Pubblico: tra crisi e corruzione, cosa resterà della nostra democrazia?

By on marzo 9, 2012
santoro, puntata di servizio pubblico

text-align: justify”>santoro, puntata di servizio pubblicoTanti sono i dubbi che “assediano” la nostra classe politica, in una fase che tiene col fiato sospeso un po’ tutti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni, in Italia come in Europa. Oltre a quello che separa i titoli italiani da quelli tedeschi, nel nostro Paese esistono ormai altri tipi di “spread”, altrettanto importanti: tra partiti e governo, tra cittadini e partiti, tra cittadini ed istituzioni. E’stato questo il filo conduttore della puntata di Servizio Pubblico di ieri 8 Marzo, aperta non a caso da una breve ma significativa arringa di Michele Santoro sul ruolo dell’informazione in periodi “caldi” come quello attuale. Le proteste in Val di Susa non si fermano, nonostante il “pugno di ferro” adottato nei loro confronti, ma tutto questo potrebbe essere visto come l’emblema di una democrazia in bilico, senza più nessuna forma di dialogo tra chi prende le decisioni e chi ne subisce le conseguenze.

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Un “deficit di democrazia”, l’espressione non a caso usata da uno degli ospiti della trasmissione, lo storico leader dei centri sociali del Nord Est Luca Casarini, chiamato a rappresentare le ragioni del dissenso e dei movimenti, in un dibattito acceso dal tenace “controcanto” del direttore di Libero Maurizio Belpietro (spesso sul fronte opposto della barricata, rispetto ai movimenti come disobbedienti e no-tav). Con un efficace parallelo, Santoro ha spostato il mirino sull’altra emergenza nazionale, la dilagante corruzione che rischia di essere il vero tratto distintivo della nostra classe politica: “La Casta” era il titolo del libro-denuncia di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, chiamati infatti ad arricchire la discussione con la loro ricca mole d’informazioni sulle peggiori espressioni dell’anomalia italiana a tutti i livelli di amministrazione.

Non è una questione limitata alle aree meno sviluppate del Paese e alle vecchie forze politiche, anche se l’ospite politico della serata, Matteo Salvini della Lega (collegato da Bruxelles) ha provato ad escludere collusioni del suo partito col sistema di corruttela dilagante. Da una parte ci sono coloro che si arricchiscono a dismisura, cumulando stipendi, pensioni, stock options manageriali e relativi incarichi (non sono esenti da questi vizi i “tecnici” al governo, stando a quanto visto e sentito in uno dei servizi iniziali, con tanto di illustri nominativi accostati a cifre e documenti), dall’altra rimangono i cittadini, spesso e volentieri in compagnia delle sole forze dell’ordine mandate a contenerne il dissenso. Una tenaglia che mette in grande difficoltà gli uni e gli altri, agenti e manifestanti, “nemici” obbligati nonostante una comune insofferenza per un potere troppo distante. Su questo punto si è concentrata l’altra parte del dibattito, reso ancora più interessante dalla testimonianza di due agenti “reduci” dal servizio di ordine pubblico in Val di Susa, “tra sputi e insulti” ma con tante ragioni da spiegare.

Il vero colpo di scena, “in stile berlusconiano” a detta di Santoro, è stata però la telefonata del sindaco di Firenze Matteo Renzi, seccato per la vicenda-Lusi e le presunte fatturazioni su cui era stato tirato in ballo ripetutamente. Diversi i momenti polemici, rientrati alla fine con l’invito del conduttore ad una delle prossime puntate di Servizio Pubblico. Spazio nel finale, ancora una volta, ad un collegamento con la Sicilia dove tornano ad accendersi le proteste del Movimento dei Forconi, con Sandro Ruotolo impegnato nel farne ascoltare le ragioni. Inutile dire, in un contesto come quello di ieri sera, quanto facile sia stato per Marco Travaglio così come per Vauro approfittare dell’occasione per coprire di ridicolo i protagonisti della politica italiana: sarà meglio riderci su?

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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