Simone Annichiarico non ci sta: “La figura di mio padre è stata romanzata”

By on marzo 1, 2012

text-align: justify”>Simone Annichiarico FotoA volte si esagera, e questo è il turno della miniserie Walter Chiari – Fino all’ultima risata andata in onda su Rai1 Domenica 26 e Lunedì 27 Febbraio. Grande successo per la fiction che si è riproposta di riportare sulle scene il grande Walter Chiari, attore, comico e conduttore televisivo veronese scomparso improvvisamente nel Dicembre del 1991, e grandi apprezzamenti per il suo interprete, Alessio Boni. Ma qualcosa non va e finché a dirlo sono i critici, i giornalisti, è tutto normale, ma se ad alzare la voce è il figlio dello stesso Chiari, Simone Annichiarico, forse c’è davvero qualcosa da rivedere. Il simpatico conduttore di Italia’s got talent ha dichiarato che la seconda parte della serie è stata prepotentemente romanzata: “Se nella prima parte andata in onda l’85% delle cose sono vere, nella seconda parte è assolutamente il contrario”. Un fastidio giustificato, dal momento che la figura di suo padre è stata completamente stravolta, presentando ai telespettatori – così come è lo stesso Annichiarico ad affermare – un uomo fallito. “Lui era di un’allegria contagiosa, aveva tanti amici intorno. Tutto il contrario di quello che si è visto lì– prosegue – mi hanno chiamato molte persone che lo conoscevano bene, sono arrabbiatissime”.

Le lamentele si riferiscono in particolar modo all’uso strumentalizzato della cocaina, allo stravolgimento del rapporto padre-figlio e all’episodio riguardante il licenziamento da parte di Renzo Villa da Antenna 3, mai avvenuto. E a far luce sulla vicenda è la stessa figlia di quest’ultimo, Roberta Villa.

Alessio Boni interpreta Walter Chiari

“Egregio direttore, desideriamo esprimere il nostro rammarico per come sono stati rappresentati sia la realtà dell’emittente Antenna 3 Lombardia, sia la figura di Renzo Villa si legge tra le righe di una lettera che la stessa Roberta ha scritto al direttore di Varese Newsa differenza di quanto mostrato nella fiction, mio padre non ha mai licenziato Walter Chiari e, anche se non sono mancati vivaci confronti, ha sempre testimoniato la stima e l’ammirazione per il suo talento artistico, anche nei momenti più difficili della sua vicenda umana. Mio padre non è più con noi dal dicembre del 2010, ma io, mia madre e tutte le persone che lo hanno amato e stimato, sia umanamente che professionalmente, sentiamo la responsabilità di tutelarne la memoria”.

Gli addetti ai lavori sanno perfettamente che quando si ha a che fare con racconti di storie vere bisogna stare particolarmente attenti, soprattutto se si tratta di casi recenti che devono essere proposti anche a chi li ha vissuti, ma talvolta l’attrazione verso il commerciale fa da padrona, portando ad abbassare il livello di un prodotto complessivamente ben riuscito. La fiction ha raggiunto quasi i 6 milioni di spettatori (superando il 20% di share) in entrambe le puntate, e a detta di tutti – pubblico, Simone Annicchiarico e la stessa Roberta Villa – Alessio Boni si è calato perfettamente nel ruolo, lavorando con dedizione al personaggio affidatogli. Purtroppo è stato il personaggio ad essere posto in quadro lontano dalla realtà, arrivando a preoccupare lo stesso pubblico, come si legge sulla pagina di Facebook di Simone Annichiarico. Ma è anche vero che molti non sono stati ingannati dalla costruzione televisiva, a cui ormai dovremmo essere abituati.

Le polemiche comunque non si fermano perché il conduttore di Italia’s got talent ha avuto da ridire anche sull’intervento di Tatti Sanguinetti, amico e biografo di Walter Chiari, che si dice rammaricato dalla figura emersa nella miniserie di Rai1, ma una sua affermazione ha lasciato interdetto lo stesso Simone Annicchiarico. Sanguinetti si è infatti così espresso: “Non sappiamo quando Walter ne venne a conoscenza, credo nel primissimo dopoguerra, ma suo padre, brigadiere di Pubblica sicurezza, nel 1926 percosse a morte due antifascisti veronesi”. Ma il figlio di Chiari non ci sta: “Su mio padre è stato scritto e detto di tutto e di più. Ma questa ricostruzione è fantascienza allo stato puro. Io non ho mai sentito parlare di questa vicenda”.

Un via vai di polemiche che si susseguono nei giorni successivi alla messa in onda della fiction. Un lavoro che Annichiarico ha acconsentito a produrre, forse nella speranza che Walter Chiari fosse riportato alla luce in modo veritiero. L’uomo che molti hanno conosciuto. Ma Simone stia tranquillo: una fiction non può di certo cambiare ciò che suo padre realmente era.

About Vanessa Colella

Nata a Roma nel 1989, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Statistiche presso la “Sapienza”, e sta proseguendo i suoi studi con la laurea specialistica in “Statistica, assicurazioni e finanza”. Si è inoltre diplomata presso l’accademia di Roma “La maschera in soffitta”, prendendo successivamente parte ad alcuni spettacoli teatrali. Ama leggere i gialli e soprattutto d’estate…altrimenti lo studio passa totalmente in secondo piano.

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