Spot giochi d’azzardo: Agcom propone fascia oraria serale

By on marzo 15, 2012
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Il fenomeno degli spot televisivi legati al gioco d’azzardo impazza in tv e non solo. Ultimo, in ordine di tempo, quello del SuperEnalotto, trasmesso ad oltranza durante l’ultimo festival di Sanremo. Ma il  Consiglio Nazionale degli Utenti dell’Agcom non ci sta e propone l’istituzione di una fascia oraria di due ore (dalle 20.00 alle 22.00) in cui  concentrare una simile tipologia di spot. L’obiettivo è quello di tutelare il più possibile i minori, da sempre influenzati dai mass media, in primis la televisione. La proposta, che già sta suscitando numerose polemiche, è stata presentata a Roma presso la sede dell’Authority.

Difficile, però, garantirne l’attuazione. I giochi d’azzardo, infatti, costituiscono Monopolio di Stato e, dunque, appare improbabile che il Governo possa operare contro i propri interessi. Ma il Consiglio Nazionale degli Utenti si mostra determinato.

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In Italia, ha recentemente affermato Luca Borgomeo, Presidente del Cnu, sono 500mila i minorenni che giocano. Vedere da mattina a sera, in tv, pubblicità di giochi induce loro e in generale i più deboli a giocare di più. La televisione dovrebbe dire che il gioco fa male alla salute e al portafoglio e che il banco vince sempre. […] Quello della Rai è un comportamento grave.

La televisione, si sa, gradualmente ha subito una netta trasformazione: da strumento d’informazione e intrattenimento nel tempo libero, man mano ha assolto il compito educativo di informare  e formare le giovani leve, tramutandosi, spesso, in  una vera e propria “compagnia virtuale”, talvolta preferita a quella reale. I modelli di vita proposti dal potente mezzo comunicativo vengono sempre più interiorizzati ed imitati.

In tal senso, l’influenza sempre maggiore che la televisione esercita sui minori comporta uno scrupoloso e continuo controllo sui messaggi da essa trasmessi. Di qui, la proposta del Cnu, che relegherebbe gli spot dei giochi d’azzardo  ad una fascia oraria serale, dalle 20.00 alle 22.00.

E a chi intravede ,in tale proposta, una forma di proibizionismo, il Cnu, per bocca del consigliere Marco Ramadori, replica: Eliminare la pubblicità del gioco in orari di protezione rafforzata e specifica non è una forma di proibizionismo, ma una forma di tutela per i minori.  Un tema, questo del gioco minorile, davvero scottante a cui da sempre le istituzioni, politiche e religiose, stanno tentando di porvi rimedioChe sia forse la volta buona?

About Paola Orlando

Nata a Nocera Inferiore (Sa) sotto il segno del Capricorno, è laureata in “Editoria e Pubblicistica” presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha collaborato diversi anni con “il Salernitano”, pubblicandovi articoli di cronaca ed attualità. Leggere e scrivere sono le sue più grandi passioni, a cui si aggiunge uno spiccato interesse per il suggestivo mondo della televisione. Sogni nel cassetto? Diventare redattrice di testi televisivi.

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