Su Sky un documentario che svela l’affondamento del Titanic

By on marzo 9, 2012
il titanic nel 1910

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I film catastrofici e le ricostruzioni di incidenti ferroviari, navali e aerei hanno sempre affascinato il pubblico del cinema e della televisione. L’ultimo caso è quello legato al disastro del Costa Concordia, affondato il 13 gennaio scorso e giustamente al centro delle cronache quotidiane, che è stato persino protagonista di un documentario messo in onda da Sky. Uno dei più affascinanti racconti del secolo scorso è sicuramente quello legato alla tragedia del Titanic, la nave passeggeri della britannica Olympic Class che nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 si scontrò con un iceberg nelle acque dell’Oceano Atlantico causando la morte di 1523 persone tra passeggeri ed equipaggio.

Il mito di quella lussuosa nave e della sua storia è rimasto indelebile ancor oggi, tant’è che in occasione del centenario dell’avvenimento il canale di Sky History Hd (canale 407) ha deciso di mettere in onda domenica 15 aprile 2012 alle 21 il documentario da titolo Titanic: mistero risolto, nel quale si prova a ricostruire l’affondamento del transatlantico più famoso della storia. Il filmato è stato realizzato grazie alla collaborazione tra RMS Titanic, il Woods Hole Oceanographic Institution’s Advanced Imaging & Visualization Laboratory, il Waitt Institute for Discovery, la società Phoenix International e con il contributo del National Oceanographic and Atmospheric Administration, il Park National Service’s Submerged Resources e l’Institute of Nautical Archaeology della Texas A&M University.

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Questo nuovo reportage è impreziosito dalle testimonianze raccolte tramite alcune recenti spedizioni effettuate sui fondali dell’oceano, grazie alle quali sono state esplorate alcune parti del relitto ed è stata finalmente mappata l’area dove si è inabissato il Titanic. Le riprese hanno evidenziato alcuni indizi fondamentali per la ricostruzione della dinamica dell’incidente. Le nuove tecnologie hanno permesso infatti agli studiosi del caso di adoperare gli AUV (Autonomous Underwater Vehicles), delle apparecchiature robotiche automatizzate dotate di sonar, che hanno scansionato più agevolmente l’area dove è sita la nave.

“Questa mappa – ha spiegato l’ingegnere Parker Stephensonè stata fondamentale per l’intera ricerca. Ci ha mostrato l’esatta posizione del relitto, rappresentando una preziosa guida per il nostro lavoro”. Utile per il lavoro degli scienziati anche il ROV (Remote Operated Vehicle), una macchina subacquea pilotata a distanza ed equipaggiata di videocamere che ha potuto filmare le parti del relitto indicate dalla mappa. Grazie a questa strumentazione, ha spiegato Stephenson, si è scoperto come si è spezzata la nave, dimostrando che essa non si inabissò rapidamente verso il fondale, ma ruotò come una pala di un elicottero. Grazie alle oltre 100mila foto scattate e ad una moderna computer grafica, infine, i ricercatori hanno creato un “hangar virtuale” con la ricostruzione del Titanic.

Un documentario da non perdere per gli appassionati del genere.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

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