The River: Recensione 4°puntata. Adrenalina a mille ma del Dottor Emmett ancora nessuna traccia

By on marzo 23, 2012
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Nuovo appuntamento ieri, in prima serata su Sky uno, con la serie tv erede di Lost “The River”. 4 le puntate trasmesse e 4 quelle che ci separano dalla conclusione di questo discutibile  telefilm, dietro la cui produzione si celano SpielbergOren Peli, il regista del falso documentarioParanormal Activity” che ha sbancato il botteghino statunitense nel 2007. Nel 4° episodio, dal titolo “Un uomo migliore”  ( “A Better Man” negli Usa), ancora nessun passo avanti è stato mosso circa la risoluzione del mistero principale intorno a cui ruota la trama. Di Emmett Cole (Bruce Greenwood), il famoso esploratore di cui si sono perse le tracce, ancora nessuna notizia. Ma la moglie Tess (Leslie Hope) e il figlio Lincoln (Joe Anderson) non si danno per vinti e, coadiuvati dal capitano Kurt, dall’ex produttore di Cole, dalla figlia di un cameraman scomparso e da un amico di Lincoln, proseguono le ricerche nella vasta giungla irta di misteri e pericoli.

Nella puntata di ieri abbiamo assistito al ritrovamento di Jonas Beckett, uno dei cameraman di Emmett nella sua ultima missione, impiccato ad una liana lungo il fiume. Non ancora morto, il ragazzo viene salvato dall’equipaggio e rimesso in sesto. Tuttavia, da subito appare chiaro come  il superstite abbia qualcosa da nascondere, tant’è che cerca di eliminare le registrazioni riguardanti la sala comando della Magus (la nave su cui viaggiava il dottor Emmett, poi ritrovata dalla troupe di ricerca ed ora suo mezzo di navigazione). Presto fatto ed è scoperto il mistero: il giovane Beckett è stato abbandonato da Cole poiché, violando un suo ordine, aveva filmato con il cellulare il funerale di un anziano di una tribù dell’Amazzonia, attirandosi così l’ira funesta della Natura che si sarebbe riversata su tutta la Nave. Unica soluzione, quella di lasciare sulla terra ferma l’insubordinato. Ed ecco che il ragazzo, ripresosi dalla sfiorata morte, appare confuso ed incapace di fornire informazioni sul misterioso destino di Cole.

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L’adolescente Jahel, piccola medium figlia dell’amico di Lincoln, il meccanico Emilio Valenzuela, subito etichetta Beckett come El Colgado, cioè l’Impiccato e, dunque, colui il quale, insieme alla troupe che l’ha salvato, dovrà subire atroci sofferenze a causa del torto arrecato alla Natura. E, di colpo, infatti, iniziano a succedere cose strane: uccelli morti piovono dal cielo ed una feroce tempesta si imbatte contro la nave. Tess comprende che l’unica via d’uscita è ripetere l’azione compiuta dal marito: abbandonare El Colgado. Ma il colpo di genio non tarda ad arrivare e , a seguito della distruzione del filmato che aveva scatenato le sue ire, la Foresta si placa e Jonas ha così salva la vita.

La struttura dell’episodio, non c’è che dire, è ad alto tasso adrenalinico ma il finale risulta a dir poco puerile: ma come? Per fermare le innumerevoli catastrofi che si stanno abbattendo sulla sfortunata nave, basta distruggere il cellulare? Il povero Jonas Beckett è stato, dunque, soggetto alle peggiori torture quando aveva sin da subito la soluzione a portata di mano?

Per non parlare del mistero centrale intorno a cui ruota l’intera serie tv: la scomparsa del noto conduttore tv ed esploratore Emmett Cole. Ben quattro episodi ed ancora nessun avanzamento nelle ricerche, semmai ulteriori particolari che si aggiungono alla trama. Troppa carne al fuoco che, inevitabilmente, rende il tutto poco credibile e allontana sempre più lo spettatore dal file rouge che tiene “unita” la storia. Di contro, però, c’è da dire che il punto di forza di “The River” è lo stile di ripresa, il finto documentario realizzato con le immagini che i cameraman dell’equipaggio forniscono man mano che si evolve la vicenda. Bella la forma ma decisamente scarso il contenuto.

Ad ogni modo, per i più coraggiosi (in tutti i sensi) il prossimo appuntamento è per giovedì 29 marzo alle 21.10 su Sky uno.

About Paola Orlando

Nata a Nocera Inferiore (Sa) sotto il segno del Capricorno, è laureata in “Editoria e Pubblicistica” presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha collaborato diversi anni con “il Salernitano”, pubblicandovi articoli di cronaca ed attualità. Leggere e scrivere sono le sue più grandi passioni, a cui si aggiunge uno spiccato interesse per il suggestivo mondo della televisione. Sogni nel cassetto? Diventare redattrice di testi televisivi.

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