Vanity Fair e l’appello al ministro Fornero: il mondo dello spettacolo si mobilita per le unioni civili

By on marzo 20, 2012
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L’apertura del riconoscimento delle unioni delle coppie dello stesso sesso, siano esse composte da uomini o da donne, è in tutto il mondo una delle principali rivendicazioni della militanza omosessuale. Tale richiesta nasce dall’esigenza di eliminare completamente dalla legislazione di ogni stato la disparità di trattamento fra unioni eterosessuali ed unioni omosessuali perché il rapporto omosessuale è una sana espressione della sessualità e il diritto al matrimonio è un diritto individuale inalienabile della persona. Molte sono state le lotte affrontate da uomini e donne, molte le rivendicazioni, molti i sacrifici e le umiliazioni. Alcuni Stati si sono dimostrati da subito aperti all’integrazione di queste, così come le chiamano molti,‘diversità’. Altri Paesi invece, come l’Italia, rilegati in un’arretratezza culturale, sono lontani anni luce dall’arrivare ad un riconoscimento pieno delle unioni tra persone delle stesso sesso e, addirittura, c’è ancora chi, in un mondo che cerca di inglobare, lotta per scindere e sciogliere, proseguendo personali crociate contro gli omosessuali.

La Corte Suprema di Cassazione Europea ha da tempo legittimato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, superando radicalmente la concezione per cui la diversità di sesso è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, dell’esistenza del matrimonio. La coppia omosessuale è “titolare del diritto alla vita familiare” come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie. Una forte dichiarazione d’intenti, lanciata dall’Europa che, proprio negli ultimi giorni, ha bacchettato l’Italia, assieme alla Grecia, per non essersi ancora mossa sul piano sociale, attuando delle riforme che venissero incontro alle unioni civili tra coppie omosessuali.

Elsa Fornero ospite a Che tempo che fa

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Elsa Fornero ospite a Che tempo che fa

L’opinione pubblica si sta muovendo in questo senso, lanciando spesso appelli alle autorità competenti, affinché si muovano nella giusta direzione. Proprio oggi, la rivista Vanity Fair ha lanciato un appello in merito, che dice: “L’Italia assieme alla Grecia, è l’unico Paese dell’Unione Europea a non offrire alle coppie omosessuali alcuna opzione: né matrimonio né patto civile. Si crea così una palese disparità tra le coppie conviventi a seconda dell’orientamento sessuale. Questa disparità porta a gravi ed evidenti discriminazioni che vanno a toccare diritti fondamentali di ogni cittadino: dalla possibilità di assistere il compagno/la compagna ricoverato/a in ospedale alla presenza nell’asse ereditario. Con l’attuale assetto legislativo, le coppie eterosessuali possono decidere di sposarsi e dunque accedere ai diritti di cui sopra; se scelgono diversamente sanno che non ne godranno. Questa possibilità di scelta è invece preclusa a tutte le coppie omosessuali: a loro l’accesso a quei diritti è sempre e comunque negato”. Questo recita il testo dell’appello lanciato oggi, che sarà poi consegnato al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, con delega alle Pari Opportunità, Elsa Fornero.

L’iniziativa è nata, oltre che come risposta ai decreti emanati dalla Corte Suprema di Cassazione Europea, anche in seguito all’intervista che il ministro italiano del Welfare ha rilasciato domenica scorsa durante la trasmissione di Fabio Fazio, “Che tempo che fa”, in onda su Raitre. Alla domanda del conduttore, che faceva esplicito riferimento all’ultima sentenza della Cassazione, il ministro Fornero si è così espressa: “Per la mia formazione, io sono un po’ tradizionalista. Ma come Ministro delle Pari Opportunità io devo, e l’ho fatto in diverse occasioni, affermare che le Pari Opportunità sono a capo delle persone, indipendentemente dalle loro espressioni di preferenza in materia sessuale. Sotto questo profilo, come Ministro, io non posso che dire che la Corte di Cassazione ha affermato un principio di Pari Opportunità vera“. Le dichiarazioni del Ministro sembrano prospettare dunque un certo movimento futuro che l’Italia potrebbe intraprendere in direzione della libertà e dell’uguaglianza.

L’iniziativa promossa da Vanity Fair spopola anche sui social network, in particolare su Twitter, sotto il coordinamento dell’hashtag #nocoppiediserieB, ed ha raggiunto già un numero altissimo di firmatari, tra cui molti volti noti della tv e dello spettacolo: l’onorevole Paola Concia, l’attore Raoul Bova, l’imprenditore Alessandro Benetton, la presentatrice Geppi Cucciari, il calciatore Marco Materazzi, la cantante Mina, lo scrittore/giornalista Roberto Saviano, il politico Ivan Scalfarotto, i giornalisti Aurelio Mancuso, Franco Grillini e Milena Gabanelli, l’artista Francesco Vezzoli, il sacerdote Don Luigi Ciotti, la deejay La Pina, e tanti tanti altri nomi di personaggi noti e semi noti.

Per aderire basta una mail con nome e cognome, ?età, luogo e data di nascita e occupazione all’indirizzo:?redazioneonline@vanityfair.it.

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One Comment

  1. Ladycalcio

    marzo 20, 2012 at 22:47

    Poi però vanno questi signori a raccontare a un bambino che sua madre si chiama Paolo o suo padre Maria…

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