Ballarò del 24 aprile, Maurizio Crozza: questi italiani pecoroni (video)

By on aprile 25, 2012
Maurizio Crozza e Giovanni Floris Ballarò

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Non c’è proprio nulla da dire: la copertina di Ballarò ad opera di Maurizio Crozza riesce sempre a colpire nel segno e a dare una linea chiara e precisa al programma, affermando spesso molte più verità di quanto non facciano poi i politici presenti in studio. E se questo sentimento di antipolitica sta aumentando a dismisura (almeno quanto le nostre tasse) risulta sempre più evidente quanto gli italiani si fidino per assurdo più dei comici (e Beppe Grillo ne è la testimonianza lampante) che dei politici.

E eri sera 24 aprile a Ballarò si è parlato di quanto sta attanagliando la nostra Italia, dalla crisi della politica appunto, alle tasse, all’arrivo dell’Imu e all’incubo Equitalia. Effettivamente il vis a vis tra Susanna Camusso della Cgil e il vice Ministro dell’economia Vittorio Grilli è stato il classico esempio di incomunicabilità tra chi comunque detiene il potere e chi non ha altro da proporre che il proprio malcontento, per una Italia che sta sempre più andando in una direzione diversa rispetto alle prospettive degli italiani.

ballaro

Ebbene si, gli italiani, che sono stati l’argomento cardine della copertina di Crozza (di cui vi proponiamo il video), che li ha definiti “pecoroni” proprio perché, come ha affermato: “Se non fossimo dei pecoroni, uno come Belsito che di mestiere faceva l’autista e che ha due lauree finte, che si è riempito il frigo di lingotti d’oro, l’avremmo nominato vicepresidente di Fincantieri“. Nell’esilarante intervento di Maurizio Crozza, il comico ha sparato a zero su tutti, da Berlusconi tornando al Ruby gate, a Formigoni fino ad Angelino Alfano. Nessuno esce indenne dalle critiche di Crozza, che con ironia e sagacia, torna a farci vedere attraverso un amaro sorriso, quello che è l’italianità nell’accezione più negativa del termine, e dove ci sta portando. Probabilmente alla deriva, se non smetteremo di “essere pecoroni” e votare lo stesso partito che per rinnovarsi, invece di cambiare classe dirigente cambia soltanto il nome. D’altronde, come ha affermato, “non è che se una prugna la chiami pera smette di farti cagare”.

http://www.youtube.com/watch?v=BABbjUH-npQ&feature=player_embedded

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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