Beppe Grillo contro i talk show: “Spazi poco igienici”

By on aprile 22, 2012
beppe grillo

text-align: justify”>beppe grilloIn un’Italia spremuta come un’arancia, in cui si chiedono sacrifici ma si stenta – ancora – a vedere risultati, Beppe Grillo continua a raccogliere consensi. Addirittura, c’è chi comincia a vederlo come il più temibile e concreto avversario di tutti i partiti, anche dei maggiori. Una cosa è certa: lui è scatenato. Scatenato nelle piazze, in tv, durante i comizi. E scatenato soprattutto tramite il suo gettonatissimo e visitatissimo blog. Nelle ultime ore sta facendo molto discutere l’attacco che ha sferrato, proprio da quelle pagine virtuali, contro i talk show televisivi. Li definisce non solo “un’arma” contro il “Movimento 5 Stelle”, ma anche e soprattutto “spazi poco igienici dove chi partecipa viene omologato alle scorie del Sistema”. Secondo Grillo, i rappresentanti del movimento che ha fondato non devono entrare nei salotti televisivi, perché “chi si siede su quella poltroncina, su quella sedia, è alla mercé di conduttori schierati che hanno due obiettivi: lo share e l’obbedienza al partito o allo schieramento di riferimento”.

Che il “Movimento 5 Stelle” ne stia alla larga, dunque, in modo da poter conservare la propria libertà. Il comico – o l’ex comico – rincara poi la dose, affermando che “la televisione è controllata in ogni sua piccola parte dai partiti” e il “farsi vedere dai cittadini altrimenti non si cresce è una solenne cazzata”. Per mantenere intatto il proprio messaggio, per conservare il diritto di parola occorre non lasciarsi coinvolgere dalla macchina televisiva, perché “le televisioni appartengono ai partiti insieme ai giornalisti. Senza alcuna eccezione”. Grillo ci va giù duro, insomma. E naturalmente, con questi strali, accende le reazioni di chi sta dall’altra parte.

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Primo fra tutti Gad Lerner, che tramite l’Adnkronos si lascia andare a un commento non privo si sarcasmo: “con la sua consueta abilità, Grillo ha già invaso tutti gli spazi politici della tv italiana, proprio facendo finta di disertarli. Complimenti a lui”. Per Lerner è tutta una questione di strategia e furbizia, dunque. Una tesi sostenuta anche da Gianluigi Paragone, volto di Raidue: “si conferma il più politico di tutti. In sostanza dice ‘evitiamo di andare in tv’ e questo funziona, ma solo a breve termine, perché così si evita di scoprirsi troppo sui contenuti”. Quindi lo definisce “dittatorello”, perché non si limita a invitare ma dà indicazioni precise quanto stringenti. Lucia Annunziata, conduttrice di In1/2h su Raitre, concorda con Grillo per quanto riguarda la mancanza di neutralità e il fatto che la crescita politica non passa attraversa la tv, ma anche da parte sua arriva la critica: “lui c’è nei talk show, in un altro modo: cerca di controllarli dall’esterno”. Poi lo invita nel suo programma, in modo da potergli dimostrare che lei non appartiene a nessuno schieramento. Mancano, ancora, le repliche da parte di Mediaset: perché?

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