Caso Ruby: dalle intercettazioni emerge un Berlusconi ingenuo

By on aprile 27, 2012
Berlusconi, nuove intercettazioni

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Berlusconi nel corso della sua carriera politica e di imprenditore è stato associato ad una marea di epiteti poco carini. Si va dal corruttore al disonesto, per non dire di peggio. Dalle nuove intercettazioni diffuse sul Caso Ruby emerge invece un Berlusconi diverso – ma non per questo meno pericoloso – in qualche maniera più umano. Alla ‘longa manus’ della politica italiana si sostituisce un signore in preda alla disperazione che, nell’affannoso tentativo di salvarsi, è vittima di veri e propri sussulti di ingenuità.

Nei giorni scorsi erano state diffuse alcune intercettazioni che disegnavano con estrema precisione il rapporto tra Silvio Berlusconi e la ‘coach’ Nicole Minetti (clicca qui per conoscere i particolari). Certo, è uscito fuori un rapporto troppo strano, in particolare per i termini utilizzati quali ‘Amorino, my love, amore’ etc. Tuttavia, nulla di penalmente rilevante. Le intercettazioni diffuse da Repubblica di recente, invece, – quelle sì – rappresentano vere e prove di reato. Ma c’è di più: disegnano un Silvio Berlusconi in balìa degli eventi, a tratti veramente ingenuo.

Gli stralci si riferiscono al periodo in cui stavano uscendo le prime notizie sul Caso Ruby (siamo ad ottobre 2010), quando l’ex presidente del Consiglio era indaffarato a tranquillizzare le ‘olgettine’, ossia le ragazze che hanno condiviso con Ruby le serate di Arcore.

Nicole Minetti

Ma evidentemente era indaffarato anche a fare altro: preparare una versione dei fatti. E proprio la versione dei fatti da imporre a televisioni e magistrati è stato l’argomento di una delle intercettazioni certamente più particolare. Un’intercettazione che appare proprio fatta ‘ad hoc’ per cogliere con le mani nel sacco Silvio Berlusconi. Insomma, il presidente del Pdl, l’uomo che ha retto le redini della politica italiana per  17 anni, c’è cascato in pieno.

Ecco cosa si legge: “Chi ti aveva telefonato ( rivolto alla Minetti ndr) per chiederti di andare in Questura? Io o Miriam, perché non ricordo…”. E poi: “Ho detto che non ho fatto nessuna pressione per la liberazione della ragazza. Non sapevo che rubava , non sapevamo che era stata condannata per furti… Pensavamo che avesse bisogno di aiuto che c’era bisogno di prenderla in affidamento”.

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