Claudio Lippi: “Via da Buona Domenica per colpa di Paola Perego”

By on aprile 17, 2012
foto claudio lippi

text-align: justify”>foto claudio lippiDopo un decennio di assenza forzata dalla tv, Claudio Lippi è tornato in campo per sostituire Antonella Clerici negli studi de La Provadel Cuoco. Un incarico limitato nel tempo, reso necessario da un piccolo problema di salute della conduttrice, che però ha rinfrescato la memoria agli italiani. Facendo loro ricordare quanto Lippi possa essere professionale, allegro e in gamba. Insomma, nel piccolo schermo nostrano circolano personaggi che valgono assai meno. Bisogna ammetterlo. E allora come spiegare questa situazione? Amareggiato, lo fa lui stesso dalle pagine del settimanale DiPiù: “Anche se ormai pochi lo ricordano, sono uno del mestiere, non solo il bravo sostituto di Antonella Clerici. Quasi quaranta anni di carriera, segnata però da un periodo difficile, un vero esilio dalla tv”.

L’ex conduttore di Buona Domenica, senza alcuna esitazione, punta il dito contro la collega Paola Perego: “Dopo dieci edizioni al fianco di Maurizio Costanzo, il programma venne affidato a Paola Perego e tutto cambiò. Io sembravo un pesce fuor d’acqua, insomma non mi riconoscevo in quel tipo di trasmissione: troppa urlato per i miei gusti, troppo rissaiola”. Ed evidentemente il disagio è apparso troppo chiaro anche ai produttori, che hanno cominciato a guardarlo con malumore. Lui, intanto, si sentiva ogni giorno più impotente: “Cercai di impormi, visto che firmavo il programma anche come autore, ma mi dissero: ‘se non sei d’accordo, puoi restare in camerino, tanto vieni pagato lo stesso’. Alla quinta puntata non ce l’ho più fatta. Dissi basta e me ne andai dissociandomi pubblicamente dalla trasmissione, ma non immaginavo che sarei rimasto a spasso”.

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Invece, non è arrivata più alcuna proposta. Niente di niente. Nell’ambiente della televisione, “di colpo – continua Lippi – ero diventato un personaggio scomodo, un rompiscatole, uno che aveva sputato nel piatto dove aveva mangiato”. Una parte della colpa, secondo lui, va anche alla “gente, che prima mi portava in palmo di mano e improvvisamente mi voltò le spalle. Spesso di notte mi capitava di ritrovarmi in lacrime pensando a quanti mi avevano pugnalato”. Sono stati giorni bui, di disperazione. Poi è venuto fuori l’istinto di sopravvivenza: “Mi sono detto: ‘Claudio, non deprimerti, e accetta tutte le proposte alle quali prima dicevi no: serate, congressi’”. Così è stato. Oggi comincia a prevalere, nonostante tutto, una carica positiva: “Dalla vita c’è sempre da imparare, e io ho imparato che non tutti i mali vengono per nuocere. In quel periodo di fermo forzato, in attesa di tornare a giocare in “prima squadra” in tv, ho ritrovato un nuovo equilibrio familiare“. Che dire? In bocca al lupo!

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