Costa Concordia, Schettino resta ai domiciliari: lo ha stabilito la Corte di Cassazione

By on aprile 11, 2012
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Una nuova puntata è stata scritta nell’interminabile epopea della Costa Concordia: il capitano Francesco Schettino (ormai ex) potrà rimanere nella sua casa di Meta di Sorrento. L’uomo ha ottenuto infatti di poter restare agli arresti domiciliari: una decisione che non deve essere maturata in circostanze semplici, visto che a stabilire che il Capitano non tornerà in carcere sono stati gli uomini della quarta sezione penale della Cassazione dopo ben tre ore di udienza e quasi cinque ore di Camera di Consiglio. Secondo la Suprema Corte, il rischio di inquinamento delle prove, che aveva portato Schettino in cella subito dopo il disastro, non è affatto accantonato, anzi è “ancora sussistente” da parte dell’uomo che causò il disastro della nave da crociera Costa Concordia del 13 gennaio scorso al largo dell’Isola del Giglio, una tragedia in cui persero la vita 32 persone.

La Cassazione ha confermato dunque l’ordinanza del 7 febbraio scorso emessa dal tribunale del Riesame di Firenze, che aveva concesso a Schettino di scontare la detenzione tra le mura domestiche. Risultano così respinti sia il ricorso dei legali del Comandante che chiedevano la revoca degli arresti domiciliari perché insussistente il pericolo di inquinamento delle prove nei confronti dell’indagato, ma anche quello della procura di Grosseto, che aveva chiesto invece di ripristinare la custodia in carcere per Schettino, provvedimento che era stato preso subito dopo il naufragio.

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Accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio, abbandono della nave e comunicazione non corretta alle capitanerie di porto, Schettino potrà dunque rimanere nella sua casa sulla penisola sorrentina: proprio a Meta di Sorrento, l’uomo ha potuto trascorrere, nel clamore generale suscitato dal provvedimento, la domenica di Pasqua insieme alla sua famiglia. Un permesso di tre ore del Gip di Firenze gli aveva permesso di tornare a casa della sorella per il pranzo pasquale: una decisione che ha sollevato polemiche soprattutto per il fatto di essere stata presa senza consultare il Procuratore Capo di Grosseto (procura titolare delle indagini sul naufragio) Francesco Verusio, che aveva criticato l’iniziativa e si è rifiutato di commentare la decisione della Cassazione sui domiciliari: ”Preferisco aspettare e leggere le motivazioni. Comunque è stata riconosciuta la validità dell’impianto accusatorio”, ha dichiarato a caldo il pm, ”di certo sarebbe stato assurdo metterlo fuori”.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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