Di Pietro sulla Rai: “Il servizio pubblico è a rischio”. E intanto rispunta il regalo delle frequenze digitali

By on aprile 16, 2012
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text-align: center”>Antonio di Pietro su Rai e frequenze tv

L’emergenza economica della Rai non ammette ritardi: è a rischio l’esistenza stessa del servizio pubblico“: a lanciare l’allarme è Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, che ha invitato il governo a decidere in merito alla tanto auspicata riforma dell’azienda. A Viale Mazzini la situazione è insostenibile in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione, che in virtù della legge Gasparri che regola il sistema radiotelevisivo, prelude all’ennesima spartizione di poltrone tra i partiti. “L’azienda e’ al collasso, mentre il Cda e’ scaduto da tempo: una situazione di paralisi inaccettabile a cui questo governo deve porre rimedio al piu’ presto“, ha dichiarato Di Pietro, annunciando che la sua formazione politica non parteciperà alle nomine dei consiglieri.

I cittadini – ha concluso Di Pietrohanno bisogno di una Rai credibile e libera dai partiti, in grado di garantire un’informazione equilibrata e di svolgere fino in fondo la sua funzione di garante del pluralismo“. Praticamente un’utopia: l’azienda, negli ultimi anni più che mai, è stata feudo delle maggiornaze politiche di turno, che hanno nominato dirigenti a partire dalle poltrone più calde fino ai più piccoli funzionari, nella logica ormai atavica della lottizzazione. Dopo l’approvazione del bilancio Rai, ormai è tempo di decidere: è scaduto il mandato ordinario dell’attuale cda, che rimarrà carica finchè il bilancio sarà approvato dall’assemblea dei soci, prevista tra il 4 maggio e l’8 maggio (un intervallo di tempo strategico, poichè a ridosso delle elezioni amministrative). Ma a preoccupare il leader dell’Idv non c’è solo Viale Mazzini.

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L’ex magistrato ha commentato anche la notizia apparsa qualche giorno fa su Repubblica secondo cui l’annullamento del beauty contest per le frequenze digitali e l’annunciata asta pubblica potrebbero risultare vanificati dall’approvazione del Nuovo codice della Comunicazione da parte del Governo: si apre infatti la possibilità di convertire la frequenza Dvb-H in Dvb-T o Dvb-T2, ossia di utilizzare le frequenze adibite al funzionamento dei videofonini per la trasmissione in digitale terrestre. Un escamotage che permettebbe alle grandi società televisive di espandere la propria dotazione multiplex evitando di pagare le frequenze in una vendita all’asta.

E’ gravissimo se, dopo l’azzeramento del beauty contest – ha dichiarato Di Pietro – le frequenze tv fossero regalate ugualmente a Rai e Mediaset. Il governo faccia subito chiarezza (…) perché non si può pensare di far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta”. Nel suo stile, Di Pietro ha centrato perfettamente il discorso: il tentativo del Ministro Corrado Passera di annullare l’assegnazione gratuita dei fasci di frequenze a Rai e Mediaset e la previsione di incassare circa 1,2 miliardi di euro dall’asta risulterebbero vanificati da questa nuova norma. O dobbiamo pensare che si trattasse solo di un’operazione di facciata e che il Governo abbia ceduto alle pressioni lobbistiche del Biscione? L’IdV presenterà al più presto un’interrogazione parlamentare al Ministro chiedendo delucidazioni in merito.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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