Emilio Fede interrogato dai pm di Milano per il crac Mora e i soldi svizzeri: “E’ un complotto di un dirigente Mediaset”

By on aprile 5, 2012

text-align: center”>Interrogatorio in procura per Emilio Fede

Si è svolto ieri in Procura a Milano il lungo interrogatorio dell’ex direttore del Tg4, Emilio Fede, indagato per concorso in bancarotta nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della LM Management, la società dell’agente Lele Mora, agli arresti nel carcere di Opera dallo scorso giugno. Fede è stato sentito per più di 4 ore dai pm titolari dell’indagine, Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, sulla vicenda del presunto versamento di 2 milioni e mezzo di euro in contanti (rifiutato dalla banca) su un conto svizzero alla fine del 2011. La notizia del tentativo di portare i soldi all’estero era emersa due settimane fa in seguito all’apertura di un fascicolo d’inchiesta da parte dell’Agenzia delle entrate: pare che uno dei funzionari della banca di Lugano in cui Fede aveva tentato invano di depositare la somma di dubbia provenienza, abbia sporto denuncia alla Guardia di Finanza italiana.

Immediatamente i magistrati di Milano che indagano sul crac Mora hanno fatto recapitare all’ormai ex volto Mediaset un invito a comparire, connotato dal carattere dell’urgenza: il motivo è presto detto. Fede resta ora l’unico indagato per concorso in bancarotta fraudolenta per il fallimento dell’agenzia dello spettacolo di Lele Mora, visto che il manager ha già patteggiato quattro anni e tre mesi di carcere. L’interrogatorio degli inquirenti era mirato a vagliare l’ipotesi che i due milioni e mezzo di euro nella valigetta di Fede fossero in qualche modo legati al fallimento della Lm Management, poichè le indagini hanno rivelato un ammanco nei bilanci societari corrispondente a quella stessa cifra. Il giornalista ha smentito qualsiasi legame tra le due vicende: ”È un falso, troppe cose non tornano. C’è qualcuno che ce l’ha con me per rovinarmi”, ha dichiarato ai magistrati. Secondo quanto riportato da Paolo Colonnello sulla Stampa, Fede avrebbe anche indicato il presunto mandante di questo “complotto“, facendo “il nome di un alto dirigente Mediaset“.

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Insomma, che Fede non avesse digerito il benservito dell’azienda era apparso chiaro sin da quando, il giorno dopo il licenziamento, si era barricato negli studi di Cologno Monzese a presidio del suo Tg4. Costretto poi a lasciare Mediaset senza nemmeno un “contentino” da parte dei piani alti, ora Fede sospetta manovre ai suoi danni, anche se formalmente sostiene che la sua dipartita sia dovuta semplicemente a “sopraggiunti limiti di età“. Una motivazione che non convince i magistrati: Fede ha 81 anni, a Mediaset se ne sono accorti solo ora dei limiti d’età? Infine, sui suoi rapporti con Berlusconi, Fede ha confermato che sono ”ottimi”, poichè considera l’ex premier ”un fratello”, aggiungendo che il grande capo gli ha mostrato solidarietà dopo la sua uscita dal Tg4. Un’amicizia dunque non scalfita dalla vicenda della “cresta” di 1 milione e 200 mila euro sul prestito che Silvio Berlusconi erogò a favore di Lele Mora: il giornalista sostiene di non aver tenuto quel denaro per sè, ma di aver ricevuto dal manager dei vip 350 mila euro come restituzione di un prestito.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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