Fisica o Chimica: “la serie sugli ideali di Zapatero” difesa dal cast su Vanity Fair España

By on aprile 5, 2012

text-align: justify”>fisica o chimica bacioLa parola censura continua a riecheggiare in questi giorni sui quotidiani spagnoli che si rivolgono sempre più polemici all’Italia e alla cancellazione della serie Fisica o Chimica dal palinsesto di Rai4. Proprio ieri l’azienda ha optato per la sospensione di Carlo Freccero dal suo incarico di direttore di rete per dieci giorni ma questo non basta: le polemiche e le accuse rivolte al Paese del bunga bunga e di veline, ipocrita e ultraconservatore, continua ad alimentare lo sconcerto e la sorpresa dei sostenitori della serie, a cominciare dal cast protagonista della serie. “Serie nata nella Spagna di Zapatero che incarna i suoi ideali: libertà traducibile con mancanza di regole“, così il giornalista di Libero Francesco Borgonovo aveva etichettato il telefilm nel suo articolo protagonista dell’accesa discussione telefonica con Freccero, intercettata e messa sotto accusa. Vanity Fair España attribuisce la responsabilità della cancellazione di Fisica o Chimica in Italia soprattutto alle scene che rendono tributo all’amore omosessuale fra Fer (interpretato da Javier Calvo che ha espresso qualche giorno fa su Twitter lo shock alla notizia della censura nel Bel Paese) e David (Adrian Rodriguez) e dà la possibilità a quattro protagonisti della serie di dire la propria in merito.

 Úrsula Corberó, interprete del personaggio di Ruth, ha ribadito che, nonostante varie libertà rappresentative, molti dei contenuti presentati nella serie corrispondono alla verità: “Si trattava di storie ispirate a fatti di cronaca apparsi sui giornali. Anch’io ho visto scene di sesso e preservativi nel bagno della mia scuola” ha commentato l’attrice in difesa del suo prodotto. Anche Andrea Duro (Yoli) ha ribadito la somiglianza della serie a situazioni reali con conferma dei fan che la fermano per strada per assicurarle che ciò che vedono in tv molto spesso è ciò a cui assistono dal vero: “La serie ha avuto un impatto notevole sui genitori che spesso non si accorgono di quello che fanno i propri figli”.

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Più pacato nei toni è stato Nasser Lasen (Romàn) che ha espresso la sua preoccupazione nel rappresentare un modello per le generazioni di ragazzi e appassionati al telefilm: “Abbiamo molta influenza sugli adolescenti ed è pericoloso perché dai la sensazione di normalità con tema conflittuali“. Aura Garrido conclude affermando che la finzione è finzione e deve essere presa come tale, dopotutto “se filmi la vita quotidiana di un liceo può essere noiosa, è come se avessero unito vari fatti di vari istituti in un’ora di serie”. Le parole del cast riusciranno a convincere la Rai a riabilitare la serie e a darle un’altra possibilità?

About Mario Manca

Specializzando in Televisione,Cinema e New Media presso Libera Università di Lingua e Comunicazione Iulm di Milano. Ama e segue la televisione da una vita e desidererebbe dare un contributo attivo alla creazione di un modello televisivo teso alla qualità e intelligenza informativa con interventi autoriali mirati. Il suo modello di critica televisiva è Aldo Grasso e Madonna è la sua artista musicale preferita.

One Comment

  1. Simone

    maggio 9, 2012 at 13:59

    Come al solito, il giornale Libero si dimostra di parte e non obiettivo.
    Negli articoli di giornale viene detto che il personaggio Chino è cattolico e viene preso in giro dagli altri per le sue idee.
    Viene riportato il falso.
    Il personaggio interpretato da Óscar Sinela non è cattolico ma evangelista e questo viene fatto notare quando la fidanzata cattolica Yoli, interpretata dall’attrice Andre Duro, va a confessarsi per riappacificarsi col fidanzato.
    Lui, Chino, le dice che è evangelista.
    Si dice che una professoressa viene chiamata fascista perchè ha idee conservatori dai suoi studenti.
    Ma viene omesso che la maggior parte degli studenti era d’accordo con lei e che poi lo studente che l’aveva offesa, Fer, le chiede scusa e i due si riappacificano.

    Io non mi fido del giornale libero in quanto è completamente di parte e non è obiettivo, come dimostrato dal fatto che, quando era scoppiata la tragedia di Oslo, avevano subito affermato che si trattava di un attentato di matrice islamica senza attendere conferme attendibili.

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