Forum, di scena il matrimonio gay. Ma il processo andrebbe fatto all’ignoranza

By on aprile 11, 2012
Foto Rita Dalla Chiesa

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In queste ore è di scena una causa curiosa in quel di Forum, il tribunale più famoso della tv. Nella Sessione pomeridiana che va in onda alle 13.55 su Rete 4 – durante questo mese Mediaset ne avrebbe previsto la chiusura – un ragazzo di nome Piero ha organizzato un matrimonio in Spagna con il suo ragazzo, ma a causa dell’arrivo in ritardo delle bomboniere si è rifiutato di pagare la titolare del negozio italiano. Come potrete facilmente immaginare, l’accento della discussione si è spostato ancora una volta sulla legittimità del matrimonio gay, sugli stereotipi del mondo omosessuale, aprendo uno squarcio sull’ignoranza abissale del pubblico della trasmissione chiamato come di consueto a dibattere sulle questioni più disparate.

Ebbene, il pubblico parlante si è dimostrato davvero impreparato nel trattare la questione, una impreparazione che è lo specchio di parte della società italiana, di un Paese nel quale non esiste nemmeno uno straccio di legge contro l’omofobia (è un orrore sentire Marco Senise nel 2012 con la frase “Io non so chi è il maschio e chi la femmina“). Per la verità, qualche felice eccezione con ragazzi illuminati sul tema c’è stata, ma nella maggior parte dei casi erano giovani omosessuali che per fortuna hanno contribuito a rovinare il Festival dei luoghi comuni in onda su Rete 4: l’opinionista Igor ha dichiarato che quando viveva a Londra un calciatore molto famoso gli ha chiesto più volte di uscire, ma il clima di machismo insito nel mondo del calcio ha ostacolato la frequentazione.

Il resto è fuffa: Rita Dalla Chiesa è una delle conduttrici più gay friendly della televisione, ma al tempo stesso suscita perplessità quando difende le opinioni di chi non la pensa come i progressisti. Per carità, non si devono tacciare queste persone come omofobe – dare dell’omofobo a qualcuno comporta conferirgli un’investitura intellettuale – paghiamo semplicemente anni di analfabetismo sul mondo gay.

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Alla fine il giudice ha dato ragione alla titolare del negozio, ergo il signor Piero – di cittadinanza italiana e spagnola – dovrà pagare le bomboniere alla signora, ma questo è apparso del tutto secondario: la televisione ancora una volta si è dimostrata incapace di raccontare l’omosessualità. Sulla spagnola Telecinco – la versione iberica di Canale 5, sempre proprietà di Mediaset – un dibattito del genere non sarebbe mai avvenuto. Al massimo avrebbero disquisito di bomboniere.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

3 Comments

  1. Igor

    aprile 15, 2012 at 16:14

    Grazi mille, mi fa piacere sapere di esser riuscito a far arrivare il messaggio.

  2. alessandro

    aprile 15, 2012 at 19:28

    oddio non è che le eccezioni in quello studio come nella vita reale siano identificabili solo come omosessuali e illuminati…mia madre non è gay e la pensa come me. Il mio vicino non è gay e la pensa come me. Il mio edicolante non è gay ma mi mette vogue da parte e la pensa come me. Credimi, io son seduto là e sarei un illuminato, ma la fuffacome la chiami te, può essere anche al contrario, quando vediamo solo il marcio e chiudiamo gli occhi sul bello. Ciao ciao, Alessandro un illuminato

  3. Oldboy

    giugno 19, 2012 at 09:39

    Scusa, ma cosa intendevi dire con “suscita perplessità quando difende le opinioni di chi non la pensa come i progressisti.” Un conduttore dovrebbe difendere le opinioni di tutti, per quanto ne so io. E chi sei tu per decidere che i progressisti sono necessariamente i “buoni”?

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