Frequenze tv: Sky Italia potrebbe partecipare all’asta pubblica indetta dal governo

By on aprile 20, 2012

text-align: center”>Beauty contest annullato: frequenze all'asta, Sky potrebbe partecipare

Se a Rai e Mediaset l’annullamento del beauty contest che assegnava gratuitamente le frequenze televisive non è proprio andato giù, a guadagnarci da questa decisione potrebbe essere il terzo grande competitor nel mercato televisivo, Sky Italia. L’azienda si era autoesclusa dalla procedura del “concorso di bellezza” disposta dal precedente governo, voluta fortemente da Silvio Berlusconi e organizzata dall’allora ministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani: per Sky si trattava di una procedura considerata iniqua, caratterizzata da tempi troppo lunghi e soprattutto “elementi discutibili, legati all’adozione di un disciplinare di gara con regole che oggettivamente favoriscono operatori già attivi sul mercato“. Con questa motivazione il colosso aveva abbandonato il beauty contest: ora però quel provvedimento è stato annullato e il governo ha deciso di indire un’asta pubblica di vendita per i fasci di frequenze liberati dal passaggio al digitale terrestre. Cosa farà Sky Italia?

Pare che l’azienda stia valutando la possibilità di partecipare alla gara, che al momento sembra invece preclusa per Rai e Mediaset, considerando l’inserimento del tetto di cinque multiplex (limite massimo consentito dall’Unione europea). La decisione del governo tecnico è stata molto apprezzata dai vertici della tv satellitare: lo ha confermato Andrea Zappia (in foto, ndr), amministratore delegato di Sky Italia,  in un’intervista a Il Sole 24 ore. “La direzione presa è coerente con alcuni dei rilievi fatti da noi in passato, partendo dalla necessità di uno stimolo maggiore alla pluralità e alla valorizzazione di un asset come quello delle frequenze – ha spiegato Zappia – che, sicuramente, ha un valore economico. Credo comunque che quello del Governo Monti sia un passo previsto e dovuto, in linea con molte altre loro scelte di politica economica e con quanto chiesto e ribadito dalla Commissione Europea“.

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L’amministratore non ha confermato la partecipazione all’asta, che è subordinata alla conoscenza delle regole che l’Agcom stabilirà nel bando di gara: “Decideremo, come sempre capita quando si è di fronte a una decisione strategica, solo quando saranno noti tutti i dettagli. Riconosco comunque al Governo Monti di aver fatto un importante passo avanti, scegliendo un approccio neutrale, gettando le basi per favorire e accelerare un’evoluzione più aperta e pluralista del mercato televisivo“. Una posizione antitetica rispetto a quella dei vertici Mediaset, che invece hanno annuciato la presentazione al Tar di un ricorso contro l’annullamento del beauty contest: l’azienda non sembra intenzionata a partecipare alla gara, nonostante il ministro Corrado Passera abbia assicurato che il dispositivo del nuovo regolamento permetterà la partecipazione di tutti gli operatori del settore.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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