Il Ministro Passera mette all’asta le frequenze tv: il beauty contest di Berlusconi è definitivamente annullato

By on aprile 10, 2012

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Sulla questione delle frequenze tv il governo aveva preso tempo congelando il cosiddetto beauty contest per tre mesi: una pausa di riflessione che sarebbe scaduta fra dieci giorni. E questa mattina, stando a quanto riporta il quotidiano Repubblica, il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha sciolto le riserve, rendendo nota l’intenzione di procedere con un’asta onerosa delle frequenze televisive, da spacchettare e cedere attraverso una vendita pubblica per periodi di tempo diversi. La prima tranche di frequenze, quelle della banda larga 700 (2 o 3 multiplex dei 6 totali in palio) verrà aggiudicata per un periodo di 3 anni, fino al 2015, data in cui l’Onu ha previsto lo spostamento di reti dalle Tv all’accesso a Internet. Il resto dei canali più strettamente televisivi può invece essere assegnato per un periodo più lungo ad imprese impegnate nel settore televisivo.  Spetterà all’Agicom definire modalità e termini della gara pubblica, che potrebbe essere indetta prima dell’estate se la decisione del governo passerà l’esame dell’Europa.

Si scioglie così il nodo sulla modalità di cessione delle frequenze televisive liberatesi dopo il passaggio al digitale terrestre, archiviando definitivamente il beauty contest di berlusconiana memoria, ovvero la cessione gratutita delle frequenze (che sono una porzione di etere e, in quanto tali, un bene pubblico), che avrebbe costituito un regalo da ben 1,2 miliardi di euro, tanto sono stimati gli introiti per le casse dello Stato. La procedura messa in piedi dall’ex ministro per le Comunicazioni Paolo Romani prevedeva un “concorso di bellezza” che avrebbe assegnato le frequenze non al vincitore di una gara, ma a chi risultasse in possesso di determinati requistiti, ovvero Rai e Mediaset. I due colossi del mercato radiotelevisivo si sarebbero accaparrate le frequenze senza sborsare un euro e con una clausola che avrebbe permesso loro di rivenderle dopo 5 anni: regole talmente inique che Sky aveva deciso, a settembre, di abbandonare il beauty contest.

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Al momento la proposta di Passera non risulta ancora formalizzata in un documento ufficiale dal Ministero (c’è tempo fino al 20 aprile, quando scadranno i termini della sospensione del beauty contest), ma la strada dell’asta sembra essere quella definitiva.  Una decisione che dovrà passare al vaglio della Commissione Europea, che ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia proprio per l’assegnazione gratuita delle frequanze, ma soprattutto dovrà incontrare il consenso dei partiti che sostengono la maggioranza: se il Pd ha accolto con favore la notizia, malumori sono attesi dal Pdl, visto che Mediaset sarebbe stata in assoluto la prima beneficiaria del regalo digitale. C’è da attendersi una partita tutta politica che si intreccerà inevitabilmente con quella del rinnovo del consiglio d’amministarzione Rai.

 

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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