Luciano Ligabue: “Ho perso tre figli”

By on aprile 13, 2012

luciano ligabueE’ appena uscito il suo quarto libro, una raccolta di racconti intitolata Il rumore dei baci a vuoto e in cui si tira in ballo lo sconfinato universo delle emozioni e dei sentimenti. E, in concomitanza con questo nuovo traguardo, Luciano Ligabue ha accettato di farsi intervistare da Vanity Fair. Ricordiamolo: lui non è uno che ama le interviste. Non perché se la tiri, ma perché soffre di una timidezza cronica che va via soltanto quando sale sul palco. Liga, dunque, come sempre ci ha messo il cuore. E ha aperto una nuova porticina sulla sua vita privata, di cui è da sempre gelosissimo. La rivelazione arriva come una doccia fredda: “ho perso tre figli. Due nel passato, uno pochi anni fa da Barbara, la madre di Linda. Al sesto mese di gravidanza. Un lutto che non trova casa, nessuno lo considera un vero lutto”.

Dietro quella faccia da duro, c’è un padre molto affettuoso. Un padre che cerca di stare il più possibile con i figli venuti al mondo, e che non dimenticherà quelli rimasti prigionieri delle tenebre. Ha avuto Lenny, il primogenito di ormai tredici anni, dall’ex moglie Donatella: “ormai – dice di lui – è un adolescente, ha un grandissimo talento musicale, a due anni teneva il tempo dei Nirvana con le bacchette, ha molto più orecchio di me, vuol fare da solo, naturalmente”. Poi c’è Linda, nata appunto dal legame con la sua attuale compagna: “ ha sette anni, è vanitosa, ingenua, molto popolare fra le amiche. Li amo. Ne avrei voluti altri, di figli. Tanti”.

Ma il destino non ha voluto, anzi: il destino l’ha illuso che ne stessero arrivando altri. Per poi beffarsi crudelmente di lui. Ligabue parla anche dei genitori, e anche in questo caso le parole che usa accendono una certa commozione: “I miei sono stati insieme tutta la vita con gioia. Persone semplici, vitali, capaci di stare con gli altri. Papà l’ho perso nel 2001. Diceva: dopo i 70 ogni anno è regalato. È morto a 71. Tumore all’intestino. Quattro mesi dalla diagnosi”. Quando ha appreso la brutta notizia, Ligabue stava girando il suo film Da zero a dieci: “Ci siamo parlati più in quei mesi che in tutta la vita. Lui era un Ariete, testosterone puro, reattivo, io Pesci, faceva fatica a capire questo figlio che parlava poco, non capiva nemmeno cosa volesse dire essere timido. Ci siamo visti, in quei mesi. Mia madre, dopo, sembrava che volesse morire anche lei”. Imprevedibili, forti, dolci, amari moti del cuore.

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