Michele Santoro a “In Mezz’ora”: “Mi candido per una Rai originale e multimediale”

By on aprile 29, 2012

text-align: center”>Michele Santoro e Carlo Freccero in Rai: a In Mezz'ora l'annuncio

Michele Santoro fa sul serio: la sua autocandidatura a direttore generale della Rai, in ticket con Carlo Freccero, non è solo una provocazione, ma una sfida seria alla Rai lottizzata dai partiti. Lo ha ribadito oggi pomeriggio, ospite di Lucia Annunziata a In Mezz’ora, spiegando il senso di questa iniziativa che sarà ufficializzata sul palco del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia: “Sia io che Freccero abbiamo i curriculum, le competenze, le capacità. Ma è anche una provocazione nel senso che sogno un paese dove chi vuole ricoprire alti incarichi pubblici esce allo scoperto, lo dice chiaramente e quindi si crea una competizione reale, basata sulle competenze“. L’idea è quella di uscire dalla logica di spartizione delle poltrone che la legge Gasparri ha alimentato negli ultimi anni e far sì che le nomine seguano il criterio del merito e della professionalità.

Il conduttore di Servizio pubblico ha parlato anche della sua esperienza indipendente con il meccanismo della trasmissione in multipiattaforma: un’idea nata dalla necessità di evadere dalla censura strisciante in Rai, una situazione che dopo la caduta di Berlusconi sembra essere leggermente migliorata: “Non avrei mai lanciato Servizio Pubblico se avessi saputo che il Cavaliere lasciava una settimana dopo; ma sono entusiasta visto che siamo partiti con 100mila persone che ci hanno sostenuto con 10 euro di donazioni, e ora che su Internet abbiamo creato dal nulla una tv generalista, attiriamo milioni di visitatori. Abbiamo scardinato un sistema fondato su un duopolio malato“. E da questa esperienza deriva il suo antidoto per salvare la Rai dalla crisi economica e di contenuti in cui versa: “Bisogna puntare sulla multimedialità, se uno vuol prendere in mano la Rai e non vuol fare tagli dolorosi all’occupazione deve investire sulla multimedialità”.

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E il giornalista ha le idee ben chiare sulla tv che vuole realizzare: un servizio pubblico dove a decidere i contenuti e a proporre nuove idee siano gli autori, uno spazio libero che porti in tv il meglio del giornalismo, della cultura e della satira, come “Paolini o Luttazzi (…) Voglio una Rai piena di originalità, disordinata e multimediale“. Infine Santoro ha parlato anche della situazione attuale del Paese, della crisi di credibilità dei partiti e della mancanza di coraggio del governo Monti, che godeva di una fiducia altissima all’inizio del suo mandato solo perchè viveva del discredito dei predecessori. Un esecutivo che per Santoro non ha nulla di tecnico, anzi, è meramente politico, perchè politiche sono le sue scelte. E su Beppe Grillo, di cui Santoro è sempre stato un grande sostenitore, il giornalista ha spiegato che il suo Movimento corre il rischio di diventare autoreferenziale se non si apre al confronto: “Uno dei più grossi disastri italiani è che ognuno fa il suo partito personale, sono tutti così. Grillo è stato il primo a lanciare nel dibattito politico temi come il conflitto di interesse del nostro capitalismo o la questione energetica, ma non può più ragionare come uomo di spettacolo che ha un copyright“.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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