Michele Santoro e Carlo Freccero alla guida della Rai: da Perugia la candidatura ufficiale

By on aprile 29, 2012

text-align: center”>Michele Santoro e Carlo Freccero in Rai

Il giornalista lo ha confermato ieri a Tvtalk e finalmente il momento è arrivato: oggi pomeriggio, dal  palco del Festival del Giornalismo di Perugia, il direttore di Rai4 Carlo Freccero e Michele Santoro si candideranno rispettivamente alla presidenza e alla direzione generale della Rai. In che modo? Quello più semplice e trasparente possibile: la presentazione dei propri curricula alla commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Intorno alle 17.30 di oggi è prevista la conferenza stampa straordinaria presso la Sala Maggiore dell’Hotel Brufani di Perugia, in cui sarà dato l’annuncio dell’autocandidatura di questo ticket inedito. Un modo per far uscire allo scoperto i partiti e indurli a fare una scelta di merito e non di lottizzazione: “Non pretendiamo che scelgano noi, ma almeno che scelgano qualcuno che ha più capacità professionali delle nostre” ha dichiaratato ieri Michele Santoro nel programma di Massimo Bernardini.

Insomma, non è solo una provocazione, ma la proposta di un sistema di nomine trasparente basato sulla competenza dei soggetti: se si rifiuta la candidatura di due professionisti di indubbie capacità come Santoro e Freccero, la Rai dovrà giustificare con adeguata motivazione questo diniego, ma soprattutto dovrà porsi nelle condizioni di fare una scelta altrettanto di valore. Se questa trovata funzionerà o meno lo sapremo solo quando si deciderà il rinnovo del cda di Viale Mazzini, formalmente scaduto un mese fa e adesso in regime di proproga, ma con un componente in meno (per dimissioni del consigliere Nino Rizzo Nervo, in seguito all’imposizione di Maccari alla guida del Tg1, ndr). Il Fatto quotidiano di Padellaro e Travaglio ha pubblicato ieri in anteprima il discorso che Carlo Freccero terrà oggi a Perugia (dopo il salto una panoramica del suo programma da presidente della Rai).

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Ha le idee molto chiare il direttore di Rai4: da Presidente dell’azienda, la prima operazione da fare sarebbe necessariamente quella di “conferire un’identità alle reti generaliste. Rai1 è la rete per eccellenza, le compete il ruolo di spazio sociale (…) degli eventi storici, politici, sociali. Ma anche eventi mediatici, cinematografici, della società civile“. Spazio dunque al grande cinema di impegno civile e a programmi evento come Vieni via con me, il più seguito della scorsa stagione ma che non ha trovato spazio in Rai. Un’attenzione particolare va poi al progetto della seconda rete, quella che fu diretta proprio da Freccero tra il ’96 e il 2002, la Rai2 più innovativa che si sia mai vista: tanta satira (Luttazzi, Dandini, i fratelli Guzzanti), informazione e cultura (il teatro-evento di Marco Paolini), ma anche musica e divertimento, una rete apprezzata dal pubblico soprattutto giovanile. “A Rai2 potremmo conferire lo spazio dell’immaginario (…) i generi della cultura globalizzata, Hollywood, le reti pay-tv come Hbo, ma anche Bollywood, cultura dell’estremo oriente. E soprattutto il glocal, l’ibridazione tra culture locali e globali“. Infine il rafforzamento di Rai3 come rete dell’informazione economica, scientifica e d’inchiesta, il simbolo della vocazione di servizio pubblico dell’azienda. Il piano editoriale c’è, la professionalità di chi dovrebbe realizzarlo, pure. Cosa si inventeranno a Viale Mazzini per respingere la proposta?

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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