Porta a Porta, Maroni parla da leader e rilancia la Lega

By on aprile 12, 2012
Bruno Vespa e i leader politici

text-align: justify”>Bruno Vespa e i leader politiciCasini, Maroni e Di Pietro, i tre personaggi politici del momento, si sono alternati nel salotto di Porta a Porta in prima serata: i loro partiti difficilmente incroceranno le rispettive strade , le istanze sono radicalmente opposte, ma i bacini elettorali dei tre soggetti politici hanno alcuni punti in comune. La vetrina iniziale è riservata da Bruno Vespa al segretario dell’Udc, uomo-chiave dell’attuale maggioranza di governo, per questo premiato dai sondaggi (oltre il 9% il dato più generoso per il partito post-democristiano), letti in studio e commentati da Renato Manheimer. Il leader centrista difende l’operato del governo Monti, bacchettando le forze politiche che non si sono assunte le dovute responsabilità nel recente passato (errori pesanti, come l’abolizione dello scalone pensionistico e dell’Ici, riconducibili ai governi Prodi e Berlusconi, gravano oggi secondo Casini sulle scelte economiche dell’esecutivo tecnico). Confermando l’intenzione di dar vita ad un’altra forza politica “con tecnici e politici, sindacalisti e imprenditori, che parli un linguaggio nuovo”, Casini non si è sottratto alle domande sulle sue ambizioni future.

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Sul tema scottante del finanziamento ai partiti, la proposta del leader “terzo polista” prevede un credito d’imposta per le donazioni alle forze politiche, una detrazione trasparente per chi contribuisce attivamente alla vita pubblica. Con Roberto Maroni, secondo ospite della serata, si passa subito al nodo della “questione morale” in casa Lega: interpellato sull’attesissimo Consiglio Federale di domani, dove si decideranno le sorti di alcuni dirigenti della Lega, il segretario in pectore del movimento nordista non resta sulla difensiva ma sottolinea che il Carroccio ha fatto “pulizia con fermezza e determinazione che altri non hanno avuto”. I sondaggi dicono che la Lega in questi giorni ha perso consenso, ma l’ex ministro dell’Interno non teme le rilevazioni statistiche soprattutto quando si è lontani dal voto.

La “giornata dell’orgoglio padano” è evocata nel servizio da Bergamo, dove le lacrime di Bossi e l’ovazione a Maroni hanno sancito una svolta storica per il popolo leghista. “Noi siamo stati gli unici ad usare le ramazze, non nascondiamo la polvere sotto il tappeto”, rivendica orgogliosamente il probabile prossimo segretario della Lega, stuzzicato a più riprese dai giornalisti Antonio Polito e Maurizio Belpietro sulle delicate vicende giudiziarie che hanno interessato il partito autonomista. E’ di Polito la domanda più scomoda, relativamente alla famosa querelle con Roberto Saviano a Vieni Via Con Me: il coinvolgimento del tesoriere Belsito in presunte attività collaterali ad interessi della ‘ndrangheta, crea più di qualche imbarazzo per chi, come Maroni, aveva sempre energicamente smentito le ipotesi di infiltrazioni mafiose nei territori governati dalla Lega Nord.

I temi della serata sono pane per i denti di Antonio Di Pietro, sugli scudi nell’attuale fase di rilancio dell’opposizione al governo Monti, nel momento in cui dall’alto si chiedono sacrifici a tutti i cittadini ma non si interviene su privilegi e rendite: la proposta di redistribuire il carico delle manovre economiche, facendo pagare il conto ad evasori, speculatori e classi agiate, è un cavallo di battaglia che l’Italia dei Valori porta avanti da tempo, raccogliendo consensi crescenti tra i “delusi” di centro-sinistra. Tante le battute dell’ex pm di Mani Pulite, di buon umore anche di fronte alle domande “cattive” di Polito, assai critico verso i metodi usati da Di Pietro nella gestione del “partito da padre-padrone. Sondaggi alla mano, i tre leader intervistati ieri avranno probabilmente un ruolo da protagonisti nella vita pubblica dei prossimi anni: ma chi di loro avrà responsabilità di governo?

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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