Prandelli, un calcio all’omofobia: “Basta coi tabù nello sport”

By on aprile 25, 2012
Cesare Prandelli contro l'omofobia

text-align: justify”>Cesare Prandelli contro l'omofobiaCesare Prandelli è un uomo di sport, umile e concreto nel suo lavoro. Le sue interviste e conferenze stampa sono un esempio di equilibrio e buon senso, diversamente da molti altri allenatori che amano polemiche e toni forti. Nel calcio, come in altri settori, certi argomenti rimangono off limits: tra tutti, l’omosessualità, censurata ancor oggi soprattutto quando si tratta di dar conto al “grande pubblico” televisivo. Nessuno, neanche tra i più loquaci ed estroversi protagonisti del popolarissimo sport, ha dimistichezza col tema delle libere scelte sessuali, pur essendo frequenti i “rumors” su atleti omosessuali non dichiarati. Ma come mai nel 2012 esistono ancora questi retaggi culturali “da Medioevo”‘? Se da un lato non sarebbe facile affrontare, per un calciatore che volesse fare “coming out” sul proprio orientamento sessuale, le poco eleganti reazioni delle frange più arretrate delle tifoserie, dall’altro risulterebbe straordinario il richiamo di una “battaglia di civiltà” partita dai calciatori.

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Battendo un colpo nella giusta direzione, il Commissario Tecnico della Nazionale Maggiore, ha espresso un auspicio che suona come una profezia per l’universo calcistico ed i suoi interpreti: “Ci vuole una cultura dello sport che rispetti l’individuo in ogni manifestazione della sua libertà. Nel mondo dello sport esiste ancora il tabù dell’omosessualità, ma ognuno deve vivere liberamente”. L’occasione per lanciare questo inedito messaggio è stata l’uscita del libro di Alessandro Cecchi Paone e Flavio Pagano “Il campione innamorato. Giochi proibiti nello sport”, di cui Prandelli ha voluto curare la prefazione. L’invito del ct azzurro è rivolto direttamente ai professionisti del calcio, chiamati a fare outing per aiutare la società italiana a rompere il vecchio tabù dell’omosessualità, ancora pià radicato nel mondo “machista” dello sport.

Sarà il momento giusto per far cadere questo velo d’ipocrisia anche nel calcio? Non è certamente un periodo sereno per i calciatori italiani, al centro di mille polemiche tra Scommessopoli ed altri piccoli/grandi scandali: uno scatto di coraggio, su un tema così delicato, aiuterebbe forse l’ambiente a recuperare un pò di credibilità, grazie anche ai mass media che darebbero il giusto risalto a una simile “rivoluzione”. I riflessi positivi sull’opinione pubblica sarebbero immediati, dato che (purtroppo) soltanto i personaggi pubblici più popolari riescono attualmente a raggiungere alcuni settori della popolazione, toccando le corde giuste per abbattere antichi e odiosi steccati. Se si pensa che persino tra i parlamentari esiste un analogo problema, si capisce quanto sia lunga e tortuosa la strada da percorrere per fare dell’Italia un paese culturalmente all’avanguardia.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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