Quarto Grado, gli ostacoli alle indagini nei casi Ragusa e Cimò

By on aprile 14, 2012
Salvo Sottile e le inchieste sugli scomparsi

text-align: justify”>Salvo Sottile e le inchieste sugli scomparsiRoberta Ragusa amava la sua famiglia e mai avrebbe lasciato soli i figli, pur sapendo che la vita coniugale le aveva regalato poche gioie e tanti dolori. Perchè il marito Antonio Logli ha nascosto frettolosamente le prove della sua relazione extraconiugale subito dopo la scomparsa della moglie? Sono domande che gli inquirenti e le persone vicine alla donna di San Giuliano Terme si fanno da tempo,  fronte di un poco limpido comportamento del coniuge (soprattutto nella prima settimana dopo la scomparsa). Quel venerdì Roberta stava bene, pertanto la presunta amnesia ipotizzata dal Logli appare sempre meno credibile agli occhi degli inquirenti. Le tracce biologiche trovate nell’auto di Fusi, l’uomo che aveva rivelato di aver fatto salire sulla sua vettura una donna molto somigliante a Roberta, sono una delle poche novità del caso, ma rimangono tanti i buchi neri in questo giallo, nonostante le diverse segnalazioni ottenute: una di queste ha interrotto le ricerche, anche se “la macchina investigativa va avanti”, come detto dal Generale Garofano interpellato sulla questione da Salvo Sottile.

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La cugina della Ragusa, collegata telefonicamente con lo studio di Quarto Grado, ha espresso tutti i suoi dubbi sullo stato delle indagini, pur non perdendo la fiducia nell’operato degli investigatori: “non si deve escludere nessuna ipotesi, neanche quella che Roberta sia viva, l’auspicio di Sonia Alpini, della famiglia e dei cittadini di San Giuliano Terme, a tre mesi dalla scomparsa. Se il ritrovamento in vita di Roberta Ragusa sembra poco probabile ma non impossibile, le speranze di rivedere Mariella Cimò sono ridotte al lumicino, considerata pure la scarsa collaborazione di Salvatore Di Grazia, marito della 72enne siciliana. Sono i nipoti, praticamente isolati, a chiedere una svolta nelle indagini, facendo luce sulle strane dinamiche raccontate dal marito della Cimò, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere: gli esami effettuati all’interno della casa hanno avuto esito negativo, ma i sospetti sull’uomo sono aumentati dal momento in cui è venuto fuori il fimato della grande tinozza trasportata dal Di Grazia proprio nelle ore incriminate.

Infuriati per le fantasiose ricostruzioni fornite dal coniuge di Mariella, i nipoti hanno smentito ancora una volta la teoria dell’allontanamento volontario, a loro avviso impossibile per una donna anziana e peraltro non in perfetta forma fisica (per fuggire avrebbe dovuto fare un lungo e difficoltoso percorso, ma questa è la tesi sostenuta dal marito). La battaglia per la verità, per quanto dura e piena di ostacoli, continua ad impegnare queste persone, private forse della speranza ma non della voglia di giustizia.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

5 Comments

  1. lulu'

    aprile 14, 2012 at 15:31

    Povera Roberta, proprio non si vuole dire -il marito sa ma non parla -come può una donna sparire da casa e nessuno si accorge di nulla. NOOOOO è tutto da rifare, purtroppo le indagini dovevano partire da subito , da casa LOGLI a tutto il territorio intorno, a Roberta è successo qualcosa in casa, non c’entra nulla il movimento dei telefonini o sangue, pensiamo invece ad un sonnifero!!! quale traccia si potrebbe trovare in casa, o in macchina e non credo neanche ad un estraneo, invaghito di questa donna, che entra in casa e la porta via,un minimo di indizio doveva esserci. Le amiche dicono che era depressa, una persona depressa, prima di sparire, da altri segnali, Roberta amava troppo i figli, non è andata via e in casa qualcuno sa. Questa è la mia opinione.

    • luciano

      aprile 14, 2012 at 16:19

      concordo pienamente. indaghino sulla freddezza del marito, deve avere agito con molta calma, anche se, l’avesse uccisa, deve essere stato molto calmo dopo, nel farla sparire. Dove si perdono le tracce, potrebbe aver usato la proria auto dove l’odore di Roberta sarebbe normale

  2. Marco Franco

    aprile 14, 2012 at 16:18

    Nel caso di Roberta Ragusa tanti elementi sono attualmente in ordine sparso ma si spera che il tempo passato dalla notte della scomparsa ad oggi sia servito a “stringere il cerchio” delle indagini: magari gli inquirenti hanno già una loro convinzione ma attendono (gli ultimi) riscontri prima di passare ai provvedimenti concreti. Concordo comunque con la considerazione da Lei espressa sull’amore per i figli che mai avrebbe consentito a Roberta di scappare frettolosamente da casa. Ci augureremmo tutti di essere smentiti dalle indagini e di vedere un giorno il telegiornale annunciare il ritrovamento di Roberta in vita. Temo anch’io però che la verità sia un’altra, e molto più dolorosa.

  3. lisa

    aprile 15, 2012 at 01:15

    Tutto parte dalla “caduta” del marito dalle scale e che urta Roberta: questa è la scusa. Altra scusa: il conseguente “stato confusionale”: un medico l’aveva constatato? Se dopo aver battuto la testa, ti trovano in stato confusionale, ti ricoverano per due-tre giorni per tenerti sotto controllo. E se il marito l’aveva vista confusa, perché non si era premurato di chiamare un medico: omissione di soccorso. Se ne va in pigiama? Molti l’avrebbero notata e una persona in stato confusionale si trova anche abbastanza facilmente. Secondo il marito, Roberta se n’è andata in pigiama, cioè se n’è andata via dalla vita in pigiama, cioè è morta. Però non ci sono tracce di suicidio. E lui sa perché se n’è andata in pigiama. Magari soffocata nel sonno. Era una donna che alla vita ci teneva: due figli amatissimi, una casa e un lavoro da mandare avanti. Di scopi per vivere ne aveva. Prima cosa da verificare: era veramente in stato confusionale? E perché il marito non l’ha soccorsa? Perché s’è girato a dormire dall’altra parte? E la giovane amante dell’uomo che ruolo ha avuto? L’aggravante sta nel fatto che era un’amante, come molti hanno, ma che lavorava dentro la loro casa. Cosa c’è dietro? Già tradire in modo così sfacciato, senza scrupoli la propria moglie denota una personalità orribile. E qui mi fermo. Spero che venga fatta piena luce su questo dramma.

  4. Ludovico

    aprile 24, 2012 at 12:38

    Mi piace leggere come tutti sono diventati investigatori del crimine, opinionisti tv che sparano sentenze a 360° su tutto e su tutti. Questa è l’Italia di oggi, ognuno di noi invece di interessarsi dei fatti propri, cerca di risolvere problemi che nemmeno le Forze dell’Ordine riescono a portare a termine, nonostante dispongano di informatori e tecnologie altamente sofisticate. Ma si sà, dentro ognuno di noi alberga lo Scherlock Holmes di turno, pronto a risolvere il caso più intricato che esista. Gli Italiani un tempo erano Poeti, Santi e Navigatori, oggi sono Opinionisti a tutto tondo!

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