Quarto Grado, tutto da rifare nel processo Cesaroni? Somma Vesuviana ricorda Melania

By on aprile 21, 2012
Sottile e Scampini conducono Quarto Grado

text-align: justify”>Sottile e Scampini conducono Quarto GradoSimonetta Cesaroni è stata uccisa 22 anni fa, ma la sua famiglia attende ancora che sia fatta giustizia. Il processo sul delitto di via Poma è stato un lungo percorso ad ostacoli, giunto solo oggi alla fase d’appello, con una sentenza che venerdì prossimo probabilmente lascerà un’ulteriore scia di polemiche e veleni. La condanna in primo grado a 22 anni di carcere per l’ex fidanzato di Simonetta Raniero Busco (il cui dna era stato trovato sul corpo della ragazza) non aveva chiuso il caso, dato che alcuni elementi deponevano in senso contrario: l’ultima perizia chiesta ed effettuata per completare il quadro probatorio, rimette in discussione l’impianto accusatorio, rendendo tutt’altro che improbabile l’assoluzione di Busco. Il movente passionale è sempre stata la pista principale sul cui solco si sono mossi gli inquirenti, ma pochi sono stati i punti fermi nelle indagini, soprattutto in relazione ad episodi misteriosi come il suicidio del portiere Vanacore (avvenuto prima della sua deposizione), figura forse decisiva per la soluzione del caso.

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Le tracce biologiche  sugli indumenti di Simonetta non sono soltanto riconducibili all’ex fidanzato, ma pare vi fossero altri due individui coinvolti nell’accaduto, particolare su cui la difesa di Busco ha decisamente insistito nel corso delle varie udienze: insomma, la strada che separa la famiglia Cesaroni (rappresentata ieri in studio dal proprio legale) dalla conquista di una verità giudiziaria credibile, è ancora lunga e tortuosa. Chi invece spera di non trascorrere altrettanti anni in attesa di giustizia è la famiglia Rea, affiancata dalla comunità di Somma Vesuviana nel doloroso ricordo di Melania: pochi giorni fa si è celebrato il triste anniversario della morte della ventinovenne campana, con la (contestata) assenza della famiglia Parolisi.

La notizia della sospensione della patria potestà a Salvatore Parolisi ha chiaramente sconvolto i parenti del militare imputato, essendo state imposte severe limitazioni (sia per il padre che per i nonni) nel rapporto con la bambina. In studio, con Salvo Sottile e Sabrina Scampini, la discussione è stata incentrata ancora una volta sulla figura di Parolisi, difeso da Alessandro Meluzzi nonostante la corposa mole di documenti venuta fuori in questi mesi. Anche ieri Quarto Grado ha proposto l’ascolto di registrazioni inedite, stavolta relative ad una telefonata tra Parolisi e l’amante Ludovica nei primi giorni degli interrogatori. L’unica certezza, in questo come in altri casi, è che il rapporto tra i coniugi era compromesso, aprendo le porte ad ogni tipo di problema: le cronache degli ultimi anni dimostrano come il fallimento della famiglia può essere l’anticamera di gesti estremi.

About Marco Franco

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