‘Ragazze in web’, internet e le insidie della rete nel secondo appuntamento del ciclo “Mai per amore”

By on aprile 4, 2012

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Una donna su tre tra i 16 e i 70 anni nel corso della sua vita è stata vittima dell’aggressività di un uomo, e sono oltre 6 milioni e mezzo quelle che hanno subito violenza fisica o sessuale; senza contare le centinaia di donne uccise da mariti o ex-fidanzati: sono questi i numeri inquietanti che emergono dall’ultima ricerca Istat.

Partendo da situazioni che il più delle volte vengono considerate tabù, la Rai ha deciso di trasmettere un ciclo di quattro pellicole denominato “Mai per amore”, portando sullo schermo storie di donne che ingiustamente subiscono abusi. Ad oggi sono infatti ancora molte, troppe, le violenze subite e tenute nascoste. Martedì scorso era stata la volta del delicatissimo tema dello ‘stalking’, con “Troppo amore” di Liliana Cavani; ieri sera alle 21.10 su Rai1 è invece andato in onda “Ragazze in web” diretto da Marco Pontecorvo – che ha ottenuto il 15% di share con 4,5 milioni di telespettatori. L’argomento principale del film è il pericolo che si nasconde dietro le insidie di internet: con l’utilizzo di un nickname si crea un’identità fittizia che non corrisponde quasi mai a quella reale, ecco perché molti utilizzano internet per tendere trappole ai più deboli.

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Questo secondo episodio, è incentrato sulle vite di Claudia (Carolina Crescentini) e Silvia (Francesca Inaudi) , apparentemente opposte ma per certi versi fin troppo simili: entrambe studentesse, la prima proviene da una famiglia modesta, mentre la seconda sembra avere tutto ciò che le serve poiché è mantenuta dalla facoltosa famiglia. Un po’ per gioco ma soprattutto per necessità, le due amiche si ritroveranno a condividere lo stesso appartamento e a esibirsi senza veli e a pagamento davanti allo schermo del loro computer. E’ Claudia a portare Silvia sulla sua pericolosa strada, per liberarla dal padre-padrone che non vede mai e che considera inesistente, se non fosse per la necessità economica che li lega. Questa scelta fa però allontanare le due ragazze e Claudia inizia una relazione con un uomo molto più vecchio, che la mantiene in un lussuoso appartamento. All’inizio tutto sembra andare bene, ma quando la ragazza per sbaglio rimane incinta, il misterioso uomo d’affari non vuole più saperne di lei: un colpo di scena rivelerà che il corteggiatore di Claudia è anche il padre-assente di Silvia, ma per fortuna l’epilogo arriva a chiudere la vicenda nel migliore dei modi per tutti.

Le due ragazze raggiungono l’indipendenza senza bisogno di diventare schiave della propria femminilità, che per loro all’inizio si era trasformata in ‘lavoro’. La pellicola mette in luce situazioni e difficoltà che potrebbero capitare a chiunque, e delinea un legame improvviso che nasce tra due sconosciute che in seguito vogliono e riescono ad aiutarsi l’un l’altra. L’intento più difficile, ma abbastanza riuscito da parte di regista e sceneggiatore, è il raccontare la storia senza cadere nel giudizio sullo stile di vita che una donna può trovarsi ad intraprendere, anche solo per un periodo della vita.

Il ciclo “Mai per amore” prevede ancora due appuntamenti per i prossimi due martedì: “La fuga di Teresa” di Margarethe Von Trotta con Stefania Rocca e Alessio Boni, e “Helena e Glory”, con Barbara Bobulova e Thomas Trabacchi, sempre per la regia di Marco Pontecorvo.

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

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